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L’amore secondo Isabella

La recensione del film di Claire Denis, con Juliette Binoche, Claire Denis, Gérard Depardieu, Valeria Bruni Tedeschi

20 Aprile 2018 alle 17:27

Donne senza lagna, seconda puntata. Adatto alle lettrici assatanate di posta del cuore (una delle pratiche che si svolgevano con un pizzico di vergogna, prima dei social). Adatto a chi la posta del cuore non l’ha mai letta (quindi fatica a riconoscerla quando gliela mettono sotto il naso e la chiamano romanzo da premiarsi con lo Strega). Adatto soprattutto a chi non regge più i film malinconici con signore malinconiche. Qui si ride – con qualche fitta al cuore ma le vere risate funzionano così – sugli appuntamenti amorosi di Juliette Binoche, Isabelle nel film. Divorziata, ma ogni tanto finisce a letto con l’ex marito. Amante di un banchiere che non lascerà mai la moglie. Incapricciata di un giovanotto indeciso – quando finalmente concludono, lui si rammarica “oddio abbiamo rovinato tutto”. Rimorchiata in una balera di provincia. Corteggiata da un impresentabile che si vergognerebbe di presentare in società. A consulto da un guru: lo strepitoso Gérard Depardieu, e non si capisce se le avance sono comprese nel prezzo del consulto.

  

Isabelle fa la pittrice a Parigi, ha una figlia di dieci anni, annuncia solennemente: “Io mi innamoro sempre, non sono adatta alle avventure di una sera”. Sembra incredibile che dai “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes, per incredibile accoppiata sceneggiati da Christine Angot – scrittrice che per noi voleva dire “autofiction” e “incesto” – possa essere uscito un film non ammorbante. Sembra ancor più incredibile che a dirigerlo sia stata Claire Denis, cresciuta in Africa e affascinata dai corpi “blu alla luce della luna (citazione da “Moonlight” di Barry Jenkins, ogni sopravvalutazione spenta). Le scene più spassose son variazioni sulla sosta in macchina sotto casa, dopo la cena e il riaccompagno. “Sbrigati a baciarmi e sali da me”, pensa la matura fanciulla. Non c’è verso. I maschi – già prima dell’allarme molestie – tentennano, prendono tempo, devono svegliarsi presto la mattina dopo. Gli amici sono peggio, ti portano fuori città e dicono sciocchezze sul paesaggio. Ed è qui che Juliette Binoche fa una tirata anti-campagnola da sottoscrivere parola per parola.

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Commenti all'articolo

  • gpperinu

    23 Aprile 2018 - 10:10

    Orbene ,sono uscito dalla visione del film triste&turbato:mi spiego:questa bella piece impone delle riflessioni sul ruolo ,ancora secondario della donna nella societa' .Pare che nel "genoma" femminile sia sempre piu' presente ed acuita da quasta societa' molecolare l'idea che la solitudine sia qualcosa da evitare ,un castigo biblico insomma.Quando una donna si ribella le si dice che ha un brutto carattere e non si sposera' mai .Donna sola e' un ossimoro sociale ;la solitudine della donna ha qualcosa di furtivo e colpevole , per cui nella bellissima scena finale del dialogo con Depardieu non suggerirei di continuare ad "aprirsi " e non mi soffermo sulle risatine delle donne presenti in sala...bensi' inviterei Isabella a riprendersi la propria solitudine ; la donna e' fragile solo finche ' e' convinta di esserlo

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