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THE DISASTER ARTIST

La recensione di Mariarosa Mancuso del film di James Franco, con James Franco, Dave Franco, Seth Rogen, Alison Brie, Ari Graynor

23 Febbraio 2018 alle 16:39

Avendo a che fare con un cinema scarso di bravi attori, l’idea che si possa costruire un film con attori bravissimi che recitano male pare un lusso inaudito. Non sono mediocri, son proprio disastrosamente cani: lo stesso tour de force che Meryl Streep diretta da Stephen Frears (e prima di lei la francese Catherine Frot in “Marguerite”) affronta nel ruolo della stonatissima cantante lirica Florence Foster Jenkins. Di più. Un paio di scene strapazzano a morte due campioni della drammaturgia conosciuti e riveriti anche da chi a teatro non va mai: “Aspettando Godot” di Samuel Beckett e “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams (l’attore dovrebbe urlare “Stella” e il richiamo si trasforma in un ruggito). Per la cantante stonata esisteva una registrazione, per gli attori inguardabili esiste un intero film, “The Room” diretto da Tommy Wiseau nel 2003 (niente a che vedere con il claustrofobico “Room” di Lenny Abrahamson che fece vincere a Brie Larson l’Oscar come migliore attrice, senza averci provato prima). Nei titoli di coda, “The Disaster Artist” mette a confronto le scene del film più brutto del mondo – per gli ultimi arrivati che non si sono mai messi in pari con lo studio, quindi non hanno mai sentito nominare Ed Wood, e neppure hanno visto il film di Tim Burton – con la ricostruzione che ne fa James Franco. Regista e anche attore nella parte del regista venuto da chissà dove, abbastanza ricco per spendere qualche milione di dollari in un film che ne incassò duemila, prima di iniziare una brillantissima carriera alle proiezioni di mezzanotte. James Franco lo rifà con passione e precisione, regalando al fratello Dave Franco la parte di Greg Sestero, che di Tommy Wiseau fu amico e complice. Non si può dire lo stesso degli altri che stavano sul set, disperati davanti a tanta incompetenza. James Franco regista ha sbagliato tante cose, prima di questo film (una per tutte, “Mentre morivo”, dal romanzo di William Faulkner). Ne ha azzeccate poche, tra cui “Child of God” tratto da Cormac McCarthy. Se vi piacciono i film sul cinema, “The Disaster Artist” è astuto e divertente da morire. Doppiaggio permettendo.

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