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Ore 15:17 - Attacco al treno

di Clint Eastwood con Anthony Sadler, Alek Skarlatos, Spencer Stone, Judy Greer

9 Febbraio 2018 alle 18:44

Ore 15:17 - Attacco al treno

Una scena del film Ore 15:17 - Attacco al treno

   

E’ un attimo, viene pure il dubbio che non l’abbiamo sentita davvero. I tre ragazzotti americani, non ancora gli eroi che sul treno Amsterdam-Parigi il 21 agosto 2015 impedirono a un terrorista islamico di fare una strage, hanno un piccolo diverbio con la guida (in bicicletta, siamo a Berlino). Materia del contendere: il ruolo dei russi e degli americani nella sconfitta della Germania nazista. “Non potete prendervi il merito di tutto”, spiega il giovane cicerone che propende per i russi, poi si allontana canticchiando “Springtime for Hitler”. Dal film di Mel Brooks “Per favore non toccate le vecchiette”, anno 1968 – il remake del 2005 è uscito con il titolo originale “The Producers”, e l’italica precisazione, che oggi sarebbe a rischio di censura, perché nessuno più ride se non lo ordina la faccina: “Una gaia commedia neonazista”. (Si può ridere su queste cose? Certo che sì, ma come dimostra “Sono tornato” di Luca Miniero agli italiani quel talento manca). Clint Eastwood fa canticchiare la canzone alla guida berlinese, unico momento che rivela la mano del regista di “Gran Torino” (e di molti altri film eroici, altro non gli interessa, va messo nella lista pure l’ispettore Callaghan). Il resto è calma piattissima – quando viene ricostruita l’infanzia dei tre futuri eroi alla scuola cattolica e nell’esercito, con risultati non sempre brillanti. O sono scene che se non fossero un film del venerato maestro sarebbero materia di pernacchia (e non sono le pernacchie ideologiche che colpirono “Harry la carogna” nel film di Don Siegel). I tre sono a Venezia, decidono di mangiare un gelato, una scena interminabile li vede mentre scelgono i gusti, e i gelatai ripetono “allora per lei menta e cioccolato”, “allora per lei fragola”. Sul vaporetto rimorchiano una signorina, tutti insieme vanno a mangiare sulla terrazza del Gritti – viene inquadrata l’insegna. Ordinano la pizza e un bicchiere di vino, ecco a cosa servivano i soldi risparmiati dormendo all’ostello in tre nella stessa camera. La scelta che faceva rabbrividire – niente attori, recitano i veri protagonisti della vicenda – risulta nel contesto abbastanza innocua.

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