Elle & John

di Paolo Virzì, con Helen Mirren, Donald Sutherland, Janel Moloney, Dick Gregory

Non si sa se conviene mettere per prima una moratoria ai cinquantenni che girano film sugli ottantenni pieni di acciacchi. O se conviene mettere per prima la moratoria sui registi italiani che girano film all’estero scegliendo attori stranieri di gran classe, poi fanno di tutto per soffocarne la bravura e accentuarne i vezzi. Qui i malcapitati sono Donald Sutherland e Helen Mirren, probabilmente miglioreranno nella versione doppiata (record da registrare negli annali, non pensavamo fosse possibile). Lo spettatore italiano è abituato agli attori che scandiscono, invece di borbottare come capita alle vecchie coppie anche un po’ rincoglionite. O forse si potrebbe risolvere il problema mettendo una moratoria sui film con i professori universitari ridicoli e tromboni. Hanno una passione per Hemingway, ancora sentono il bisogno di difenderlo dai nemici (ma quali?), da una vita sognano di andare a Key West, quando finalmente ci arrivano constatano con stupore che è piena di turisti. Trattasi di miglioria introdotta dagli sceneggiatori-scrittori Francesca Archibugi, Francesco Piccolo, Stephen Amidon (autore del romanzo da cui Paolo Virzì aveva tratto “Il capitale umano”). Nel libro di Michel Zadoorian, da Marcos Y Marcos con il titolo “In viaggio contromano”, i due vecchietti che insieme ne fanno uno buono – lui è smemorato, lei manda giù pillole in continuazione – rubavano dal garage il camper del 1975 e puntavano verso Disneyland, percorrendo la mitica Route 66. Scrive Jay Weissberg su Variety: “Dopo dieci minuti lo spettatore ha capito tutto, il copione sembra accompagnato dalle scritte in stampatello che si usano negli ospizi”. In mancanza di sorprese, può divertirsi a contare le scene viste e riviste nei film con arzilli pensionati in fuga. La vecchia signora in sella alla motocicletta, la vecchia signora che imbraccia il fucile, il vecchio professore che crede di essere tornato giovane (“siamo partiti lasciando i bambini a casa?”). Non era neppure un marito modello, scopriamo. Ma la tenerezza delle vecchie diapositive proiettate su un lenzuolo al campeggio – scena troppe volte ripetuta, gronda anacronismo e nostalgia – aiuta a far pace.

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Commenti all'articolo

  • adriano.giudici

    20 Gennaio 2018 - 07:07

    E' da andare a vedere o è meglio stare a casa? Non si capisce.

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