Venerdì 12 gennaio a Roma ci sarà uno sciopero dei mezzi pubblici

L'agitazione indetta da varie sigle sindacali durerà 24 ore. A rischio i trasporti normalmente garantiti da Atac e Roma Tpl

10 Gennaio 2018 alle 16:12

Sciopero mezzi pubblici

Lo sciopero del trasporto pubblico del 10 novembre 2017 (foto LaPresse)

Per la giornata di dopodomani, venerdì 12 gennaio, è previsto uno sciopero del trasporto pubblico a Roma indetto da varie sigle sindacali. “No alla cultura del male minore”, è il messaggio dell’Unione sindacale di base per annunciare lo stop dei lavoratori di Atac e di Roma Tpl. L’agitazione durerà per tutte le 24 ore e non è difficile immaginare i disagi per chi dovrà spostarsi in città con i mezzi pubblici. A singhiozzo gli autobus, i tram, le linee della metropolitana e le tratte regionali delle ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo.

Atac ha fatto sapere che lo sciopero potrebbe causare ritardi o cancellazioni delle corse tra le 8.30 e le 17 e tra le 20 e la fine del servizio diurno. Al di là di questi segmenti, saranno considerate le fasce di garanzia del servizio. Lo stop, peraltro, riguarderà anche le corse delle linee nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 gennaio: si tratta di quelle comprese tra la N1 a la N28, con l’aggiunta della linea 913 tra la mezzanotte e le 5.30 del mattino. In più, niente servizio delle biglietterie, senza contare che “nelle stazioni delle linee metroferroviarie che eventualmente resteranno aperte non sarà garantito il servizio di scale mobili, montascale e ascensori”. Per quanto concerne Roma Tpl, infine, lo sciopero potrebbe causare problemi al trasporto pubblico tra le 8.30 e le 17 e dalle 20 fino al termine del servizio.


Per l’Usb il pericolo è che si affossi “ineluttabilmente e definitivamente l’Atac in una crisi complessiva e irreversibile, a danno della vita lavorativa dei dipendenti”. Le ragioni dello sciopero, nello specifico, si innestano sulla “messa all’asta degli immobili di proprietà al miglior offerente”, che “senza nemmeno modificarne la destinazione d’uso non contribuirà al risanamento del debito e sarà una goccia nel mare, mentre l’inserimento delle 39 ore aumenterà lo stress psicofisico del personale operativo, aggravandone le già precarie condizioni lavorative e non servirà né al risanamento economico societario, né migliorerà l’efficienza del servizio”. In più “le scelte fatte dal Campidoglio sul trasporto pubblico locale di Roma continuano a ricadere sui lavoratori, gli unici incolpevoli delle incapacità gestionali di Atac e della Roma Tpl, dove ci si avvia a delle gare che daranno in mano il servizio a più vettori senza dare certezze ai lavoratori che ancora oggi, ogni fine mese, devono elemosinare i propri stipendi”.

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