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Che cosa c'è dopo Battiato

L’ultima canzone del Maestro che torna a cantare la morte. Il monastero Ganden e tutte le nostre paure

11 Novembre 2019 alle 11:19

Che cosa c'è dopo Battiato

Franco Battiato (foto LaPresse)

La canzone di Franco Battiato sulla fame che abbiamo, quell’animale che ci portiamo dentro, e che si prende tutto anche il caffè, che è insaziabile e ingovernabile e ci fa vivi, comincia con un pensiero alla morte. Questo: “Vivere non è difficile, potendo poi rinascere cambierei molte cose”. Quando uscì era il 1985, Battiato aveva quarant’anni tondi ed era già convinto (consapevole?) che per cambiare, correggersi e ricominciare si deve morire, che la morte dà alla vita nuove possibilità, che...

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Simonetta Sciandivasci

Nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone, La Verità. È redattrice di Nuovi Argomenti.
Tanto vale vivere.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    11 Novembre 2019 - 14:28

    Basta una canzone di successo nazionale o internazionale e un cantante (autore) entra nell'Olimpo dei grandi . Poi solo canzoni di buon livello. Accade spesso anche in altri paesi .Il talento e la bravura sono indiscutibili ,ma la canzone per eccellenza è solo un viatico per continuare a fare l'artista di ottimo livello. In parallelo ricordo in Usa, Roberta Flack dopo un indimenticabile " Killing me softly " ha continuato con prestazioni sempre eccellenti ma non strepitose.

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