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Come Sanremo. Canzoniere breve e triste del primo Festival del cambiamento

Tra il voler dire e il voler fare: all’Ariston non battevano i cuori ma solo le mani 

9 Febbraio 2019 alle 06:00

Come Sanremo. Canzoniere breve e triste del primo Festival del cambiamento

Virginia Raffaele, Claudio Baglioni e Claudio Bisio (foto LaPresse)

Dai sogni di Rolls Royce guai a chi ci sveglia. Ci stanno provando in tanti, e altri ancora ne arriveranno, però noi resisteremo. Perché siamo nati sotto il segno dei pesci, meritiamo un’altra vita, violenta e tenera, più giusta e libera. E, almeno a Sanremo, una volta all’anno per cinque sere, vogliamo (vorremmo?) cantare, senza finire querelati dal Moige, che non siamo mai stati noi stessi mai, che non è vita è rock’n’roll, che non è musica è un Mirò,...

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Simonetta Sciandivasci

Nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone, La Verità. È redattrice di Nuovi Argomenti.
Tanto vale vivere.

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