Tra addii e "Arrivedorci" Elio e le storie tese prolungano la loro scadenza

Dovevano sciogliersi dopo l'ultimo concerto di oggi, ma ora l'addio degli Eelst è diventato un po’ meno “definitivo”

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18 Dicembre 2017 alle 15:40

L'ultimo “arrivedorci" di Elio e le storie tese

La conferenza stampa di oggi di Elio e le storie tese

E arrivò il giorno dell’addio. Che però non è un vero addio. È più un arrivederci. O “Arrivedorci” per dirla con il titolo della canzone che gli Elio e le Storie Tese porteranno a Sanremo (e che i “poteri forti della Rai”, presentandola ufficialmente, hanno trasformato in un banale “Arrivederci”). Come in quella scena di Tempo di pic-nic – non a caso evocata dal bassista della band, Faso – quando Stanlio e Ollio salgono sulla macchina e cominciano a salutare: “Arrivedorci, addio”. Ma alla fine restano lì, senza riuscire a partire.

 

Il titolo originale di quello sketch era “Perfect Day”. E anche se gli Elii non lo dicono, dopo 37 anni di carriera, non può esserci un “giorno perfetto” per dire addio. Per chiudere tutto e andare via. Almeno non può essercene uno solo. E allora il concerto del 19 dicembre al Forum di Assago, il concerto “definitivo”, quello che avrebbe dovuto segnare la fine degli Elio e le Storie Tese con il loro scioglimento, è diventato un po’ meno “definitivo”. Da mercoledì verranno messi in vendita i biglietti per il tour d’addio. Per ora 11 date tra aprile e maggio cui quasi sicuramente se ne aggiungeranno altre. Poi la partecipazione a Sanremo con una canzone che è stata composta all’ultimo momento utile. Il tutto arricchito da un album, l’ultimo, che al momento è un “cantiere” fatto di cose che “ci piacciono, non ci piacciono e poi ci piacciono ancora”.

 

Elio e le Storie Tese si sciolgono. Godetevi la vostra musica monotona

La band aveva già annunciato mesi fa che il 19 dicembre avrebbe tenuto il suo ultimo concerto. Ora lo ribadisce: “Ci vuole l'intelligenza di capire di essere fuori dal tempo”. L'unica speranza è che si tratti di uno scherzo

 

Tutte queste cose Elio, Faso, Cesareo, Christian Meyer e Jantoman (Rocco Tanica no, perché aveva già detto che non avrebbe più suonato live e perché è l’unico che “si dissocia dalla scelta di sciogliere la band”), le raccontano in una conferenza stampa che, trattandosi di loro, non potrebbe essere più atipica. Sui muri dell’area Pergolesi a Milano vengono proiettate video e immagini di questi 37 anni, in sottofondo le canzoni più famose della band. Prima di entrare viene fornito a tutti un foglio con cinque domande e cinque risposte. Sono le FAQ (Frequently Asked Questions), le domande che tutti si sono fatti in questi ultimi mesi e settimane. Da quando il mondo ha finalmente realizzato che gli Elii si stavano sciogliendo. Perché, come spiega Elio anche loro in fondo sono rimasti vittime del “metodo Iene”. Avevano annunciato lo scioglimento con un video al termine della data di Londra del tour europeo. Ma la cosa è diventata vera solo quando Elio, Faso e Cesareo hanno rilasciato un’intervista a tre al programma di Italia Uno. Un segno dei tempi.

 

Da allora però tutti hanno cominciato a sperare in un ripensamento, a chiedersi: ma si sciolgono veramente? E allora perché vanno a Sanremo? Quindi quello del Forum non è un concerto d’addio? E l’album? Alcuni pensavano, e pensano tuttora, che forse è solo un colossale scherzo. Ma loro ribadiscono che tutto è deciso. Anzi, per non sbagliarsi, hanno anche fissato una “data di scadenza”: 30 giugno 2018. Gli Eelst vanno “consumati” entro quella data. Non un giorno di più.

 

 

L’impressione però è che da qui a giugno ne succederanno di cose. E anche dopo, Elio & Co. non andranno certo in pensione. Anzi. “Abbiamo tantissime idee – dice Elio – io vorrei fare l’influencer, un modo bellissimo per fare un sacco di soldi senza lavorare”. Insomma finisce una storia, ma ne iniziano altre. Quali siano è tutto da scoprire. Di certo c’è che questa “banda di bastardi” ha deciso che il finale debba essere un gran finale. Sanremo è anche questo. “La possibilità di scrivere una bella fine che illumini una bellissima storia”, spiega Elio. L’obiettivo resta quello di sempre: “Arrivare ultimi”. Perché gli Elii, si sa, sono nati come band solo “per farsi le fotografie con gli altri cantanti. E se arrivi ultimo non c’è nessuno dietro di te, arrabbiato, che magari non vuole fare la foto”.

 

Domani sera, intanto, va in scena il concerto definitivo. Che sarà “lungo è pieno di note”, che avrà, almeno nella forma, le sembianze di un funerale (non a caso l’evento è stato realizzato in collaborazione con le pompe funebri Taffo) e dove ognuno verrà rifornito, all’ingresso, di un pacchetto di fazzoletti personalizzati da Tempo. In ogni caso non sarà l’ultimo atto. Da aprile si ricomincia da Montichiari (BS). Chi vorrà rivederli ed è già stato al Forum avrà diritto ad un biglietto omaggio.

 

Sarà un lungo addio. Nella speranza che alla fine cambino ancora una volta idea. Perché purtroppo, all’orizzonte della musica italiana, non si vedono altri Elii pronti a subentrare. Anche per questo, quando arriva la domanda inevitabile su chi siano gli “eredi” che cammineranno dietro la bara, Elio risponde senza ironia: “Mi pare che la voglia di suonare cose complicate sul palco sia materia in via di estinzione. Non vedo band che hanno interesse per questo”. No, non ci sono. E anche se ormai la scelta è stata presa, è anche per questo che in tanti vorrebbero ritrovarsi in quella scena di Stanlio e Ollio. Con Elio, Faso e gli altri, seduti in macchina, che salutano, “Arrivedorci, addio”, ma poi non se ne vanno. Mai.

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