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Gabbana lascia la presidenza di D&G (noi l’avevamo scritto ad agosto)
Ormai da anni, in realtà, complice una situazione familiare mutata e ruggini con la famiglia Dolce che risalgono all’”incidente cinese”, il cofondatore cerca una via d’uscita per trasferirsi stabilmente a Dubai. Ma mancano i fondi per liquidarlo
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10 APR 26
Ultimo aggiornamento: 06:39 AM

Stefano Dolce (AP Photo/Luca Bruno)
E così, Stefano Gabbana lascia, anzi aveva lasciato ancora lo scorso dicembre, la presidenza della società fondata con Domenico Dolce ancora a metà degli Anni Ottanta. Ha dato la notizia Bloomberg. In realtà, “Il Foglio della Moda” scrisse che Gabbana si era allontanato dall’impresa e stava cercando una via d’uscita nel numero dello scorso agosto. La sta cercando tuttora, perché l’azienda non è in condizione di finanziare l’acquisto del suo quaranta per cento circa di quote e sta rinegoziando il debito con le banche. L’esposizione finanziaria, certamente dovuta al rallentamento del lusso come tutti sostengono, ma le cui radici sono molto più antiche e risalgono al formidabile boomerang economico dell’”incidente cinese”, un disgraziato spot razzista e sessista del 2018 a cui seguirono le invettive di Gabbana contro alcuni influencer e siti che avevano attaccato l’azienda, è infatti molto rilevante. Le ruggini con la famiglia Dolce risalgono a quel momento, e già nella sfilata romana dello scorso luglio, quando venne dato spazio e visibilità a un giovane designer per la linea uomo, si capì che la separazione era imminente. In azienda, era data per certa e praticamente già fatta – Gabbana praticamente con c’era mai - ancorché a noi venne subito smentita. Era, insomma, il segreto di Pulcinella. Alfonso Dolce, che ha assunto le cariche di Gabbana e da molti anni ormai guida l’azienda, peraltro con capacità e visione, sta discutendo con le banche una ristrutturazione di circa 450 milioni di euro di debito, con la richiesta di nuovi fondi fino a 150 milioni. Sul tavolo, sostiene Bloomberg, vi sarebbe anche la cessione di asset immobiliari e il rinnovo di licenze per rafforzare la liquidità.