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L'enfant terrible della moda dice stop. L'ultima sfilata di Jean Paul Gaultier

Da Boy George a Dita von Teese, da Irina Shayk ad Amanda Lear e Gigi e Bella Hadid. Tutti in passerella per i 50 anni di attività dello stilista che lascia per dedicarsi al teatro e a nuovi progetti

23 Gennaio 2020 alle 16:32

Si è aperta sulle immagini del funerale dell'Alta moda dal celebre film di William Klein “Qui etes vous Polly Maggoo” e si è chiusa con un concerto di Boy George la grandiosa sfilata celebrativa dei 50 anni di attività di Jean Paul Gaultier al Theatre du Chatelet. Oltre mille invitati da tutto il mondo, più di duecento abiti riassemblati dal suo archivio. L'eterno enfant terrible della moda, che quest'anno compie 68 anni, lascia per dedicarsi al teatro, la sua passione, e a nuovi progetti. L'atelier Gaultier non chiuderà, verrà trasformato “in una formula nuova, adatta a questi tempi” e affidato ad altre mani. In passerella, nel consueto clima di festa, le modelle di oggi e di ieri a lui più care, da Coco Rocha a Karlie Kloss, da Irina Shayk a Gigi e Bella Hadid, da Farida Khelfa, oggi grande dame e artista, a Yasmin Le Bon. Sfila e canta Amanda Lear, in bustier e mise en tete Rossy De Palma, fuma e ancheggia Bèatrice Dalle; Dita von Teese esce coperta di cinture. Nel carnet di sfilata un invito: “Le meilleur est devant, merci pour ces 50 premieres années et amusez vous”. Divertitevi. Sempre.

Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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