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Mobilità green

Il car sharing può ridurre l'impatto ambientale del traffico automobilistico

Chicco Testa

Risparmiare spazio nei parcheggi e nelle strade, ridurre il parco di proprietà delle famiglie, ottimizzare le manutenzioni. Come vincere la sfida della transizione verso una mobilità sostenibile

La sostituzione di centinaia di milioni di motori a combustione con altrettanti motori elettrici appare un compito gigantesco e per altro senza efficacia se non accompagnato da un altro compito altrettanto sfidante. Sostituire tutta l’energia elettrica oggi prodotta in larga parte con combustibili fossili con fonti prive di Co2 (rinnovabili e nucleare). Nel mondo, non in Italia. Quindi due imprese, non una sola, tutt’e due al limite della impossibilità. che necessitano inoltre di investimenti colossali. Ci sono altre soluzioni possibili per ridurre l’impatto ambientale del traffico automobilistico?

 

Come è noto l’attuale parco automobilistico è inutilizzato per circa il 90 per cento del tempo. Uno spreco enorme di risparmio delle famiglie, occupazione di spazi, costi di manutenzione. La sostituzione dei motori termici con motori elettrici non affronta questo problema. Lo lascia intatto con in più altri enormi investimenti per predisporre milioni di punti di ricarica. Ci potrebbe invece essere una soluzione che affronta ambedue i problemi, emissioni e scarso utilizzo, con investimenti assai minori. Per esempio limitare la penetrazione del veicolo elettrico a una certa percentuale del totale e dedicare questa parte della futura flotta elettrica al chilometraggio maggiore nelle aree più inquinate, vale a dire nelle città. Come? Attraverso il car sharing. Il car sharing consente di risparmiare spazio nei parcheggi e nelle strade urbane, ridurre il sovradimensionamento del parco di proprietà delle singole famiglie e ottimizzare le manutenzioni. Ha ottenuto ottimi risultati con biciclette e motocicli, e nel caso delle auto ha il solo limite della densità ancora troppo bassa a causa dei costi di investimenti richiesti.

 

Sono sicuro che qualsiasi analisi comparativa fra i costi privati e pubblici che dovranno essere sostenuti da stati e famiglie per portare la penetrazioni delle auto elettriche ai livelli previsti e un sostegno importante agli investimenti nel car sharing, tale da fargli fare un decisivo salto di penetrazione nel mercato, penderebbe largamente a favore di questa seconda soluzione. Inoltre la ricarica delle batterie sarebbe centralizzata presso i gestori, che potrebbero così concentrare le ricariche in luoghi attrezzati dedicati, liberando l’utente dalla incombenza più difficile ed evitando di dover installare milioni di punti di ricarica. Ulteriori incentivi potrebbero derivare da permessi speciali di circolazione nei centri delle città, parcheggi riservati ecc.

 

Il car sharing mette d’ accordo molte cose. Prima di tutto conserva il  desiderio di un’auto di proprietà per il tempo libero, ma sviluppa molta efficienza invece con poche preoccupazioni nei tragitti di lavoro urbani, riducendo drasticamente il numero di seconde e terze auto. Va nella direzione dell’acquisto del servizio, anziché del bene. Inoltre lo sviluppo ulteriore e continuo dell’intelligenza artificiale ci porterà molte altre cose utilizzabili. L’auto a guida autonoma non è proprio dietro l’angolo ma i nuovi sistemi che addirittura migliorano la capacità di reazione umana crescono rapidamente. Non è lontanissimo il giorno in cui chiameremo l’auto del car sharing con il telefono e la manderemo a cercarsi il posteggio più vicino. Ci saranno più cose in cielo e in terra, di quante ne programmiamo oggi. Anche per questo la rigida e pianificata strategia europea appare poco flessibile e alla fine anche poco innovativa.

 

L’innovazione tecnologica rappresenta sicuramente la leva principale per la transizione ecologica. Purché sia larga, aperta e neutrale. È possibile che in un futuro non troppo lontano emergano nuove tecnologie alle quali sarebbe sbagliato tarpare le ali oggi facendo scelte unilaterali che di fatto escludono altre soluzioni. Si continua per esempio a sottovalutare il ruolo che può giocare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un esempio semplice semplice. I navigatori installati ormai su ogni telefonino e capaci di individuare non solo il percorso fisico, ma anche consigliare quello più veloce e gli orari più opportuni, consentono di risparmiare nel mondo miliardi di ore di guida e di conseguenza miliardi di litri di carburante e conseguenti emissioni. Avete mai sentito parlare dei navigatori come di una tecnologia green? E del car sharing?

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