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La lucida follia di Andrew Yang, democratico anti robot che si candida al grido di “humanity first”

Per il businessman newyorchese “il motivo per cui Trump è stato eletto è che abbiamo robotizzato quattro milioni di posti di lavoro in Michigan, Ohio, Pennsylvania e Winsconsin"

15 Febbraio 2018 alle 06:02

La lucida follia di Andrew Yang, democratico anti robot che si candida al grido di “humanity first”

Foto tratta dal profilo Twitter di Andrew Yang

Gli stregoni della statistica elettorale in cerca di correlazione, ma soprattutto di causalità, hanno sovrapposto la mappa degli elettori di Donald Trump a quella della povertà, dei morti per overdose da oppiacei, della delocalizzazione aziendale, della segregazione razziale. L’imprenditore Andrew Yang l’ha confrontata con quella del livello di automazione del lavoro, e gli si è accesa una lampadina: “Il motivo per cui Trump è stato eletto è che abbiamo robotizzato quattro milioni di posti di lavoro in Michigan, Ohio, Pennsylvania e Winsconsin. Se guardiamo i flussi elettorali, mostrano che all’alta concentrazione di robot corrisponde un alta concentrazione di elettori di Trump”, persone che per lo più erano legate alla tradizione democratica.

 

Wang ha trovato così un’ulteriore conferma del timore dell’apocalisse robotica che coltiva da anni, e ha deciso di lanciare un’anticipata e improbabile candidatura alla presidenza con il Partito democratico. Yang è un businessman newyorchese di 43 anni che mette al centro di tutte le questioni politiche del presente l’automazione del lavoro, dice che “basterebbero le auto che si guidano da sole a destabilizzare la società”, sbattendo fuori dal mercato un milione di camionisti, che sono al 94 per cento uomini con al massimo un diploma superiore. Questo senza contare cosa succederà quando, presto, saranno rimpiazzati i lavoratori dei fast food, i commercialisti, gli assicuratori e via dicendo. Vede all’orizzonte una grande depressione, Yang, con un imminente collasso del tessuto economico e sociale che sarà l’unica, torreggiante questione politica che dominerà tutte le altre. L’uomo d’affari agita l’apocalisse – strategia che ha giovato a Trump: guai a sottovalutarla – ma a dire il vero ci sono molti analisti assai meno coloriti che dicono cose non troppo diverse. Un’analisi di McKinsey spiega che da qui al 2030 l’America potrebbe perdere un terzo dei posti di lavoro nel settore dei servizi per colpa dell’automazione. Yang si è dunque posto la più rivoluzionaria delle domande: che fare? Risposta: candidarsi alle elezioni su una piattaforma il cui centro è quello che chiama il “dividendo ella libertà”, che è in pratica un reddito di cittadinanza da mille dollari al mese per tutti gli americani fra i 18 e i 64 anni. L’idea ha una lunga storia, ma l’imprenditore la ripropone per salvare il capitalismo dalla robotizzazione. Se verrà eletto nel 2020, come prima cosa creerà un ministero della Tecnologia per studiare gli effetti negativi dei prodotti della Silicon Valley sulla psiche e sull’economia. Sotto lo slogan “Humanity First”, Yang sta muovendo i primi passi di una campagna dadaista e velleitaria che nasconde qualche verità.

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