cerca

Dialogo fra un giovane e un vecchio europeo su Brexit, suffragio, fascismo e futuri rubati

30 Giugno 2016 alle 06:18

Dialogo fra un giovane e un vecchio europeo su Brexit, suffragio, fascismo e futuri rubati
Giovane europeo: Ci state rubando il futuro.
Vecchio europeo: Non so cosa voglia dire, ma comunque voi ci avete rubato il passato. Non è poco.
GE: Eccolo, il solito nostalgico, ha ragione Saviano.
VE: Il passato è importante, sai? Senza tua nonna dove imparavi a fare la marmellata di mirtilli rossi? all’Erasmus in Spagna?
GE: Su Google, ma non perdo tempo a spiegarti cos’è. Invece di rubarci il futuro non potevate andare tutti alle terme il giorno della Brexit?
VE: Alle terme? Scherzi? Siamo cittadini responsabili, sentiamo il dovere civico del voto, una cosa che risale a quel concetto brutto e cattivo di nazione. Voi invece potevate andare a votare se ci tenevate così tanto al futuro Solo il 36 per cento di quelli della tua età è andato alle urne. Forse tutti gli altri erano in Erasmus.
GE: Mi tocca dar ragione addirittura a un professore della Cattolica: i vostri voti dovrebbero valere meno dei nostri, che saremo qui ancora a lungo a pagare per le vostre decisioni.
VE: Beh, sei così ottimista sulla durata del tuo futuro che sembra quasi che non te l’abbiano rubato.
GE: Ma vatti a rottamare, va’.
VE: Diciamo che sono d’accordo con quel professore, e che l’età è un giusto criterio per correggere il suffragio. Un giorno credo che si potrà proporre anche il quoziente intellettivo. Anche il livello di istruzione potrebbe funzionare bene. Un immigrato analfabeta non potrà votare. Un cervello in fuga vessato da un barone universitario invece vale triplo.
GE: Voi vecchi generalizzate sempre. I migranti vanno accolti e inseriti nel tessuto della società civile.
VE: Quindi il migrante anziano voterà al referendum per rimanere in Europa? Quanto vale la sua scheda?
GE: Non è questo il punto, stai facendo il sofista.
VE: E qual è il punto?
GE: Che i vecchi decidono per i giovani.
VE: E, perdonami se ti urto con un altro sofisma, chi è che decide come si decide?
GE: La politica, ma quella meritocratica.
VE: Stai dicendo che i criteri per cambiare il suffragio e correggere il torto di cui ci accusi lo decide chi ha il potere. E’ una questione di potere.
GE: Anche ora è una questione di potere. Saviano lo ha detto chiaro: non è il popolo che ha deciso la Brexit, è il popolo circuito e blandito dal fascismo.
VE: Come si fa a spezzare questo sortilegio fascista?
GE: Dando più potere a chi ha più futuro.
VE: Così passiamo dal fascismo dei vecchi a quello dei giovani?
GE: Non darmi del fascista.
VE: Come sei suscettibile. Scusami, ma come facciamo a sapere che un nuovo modo di esprimere il consenso non sia soltanto un’altra manipolazione di un altro potere?
GE: Non è un problema tuo.
VE: Perché, scusa?
GE: Perché quando il nuovo meccanismo di elaborazione del consenso sarà in vigore tu non ci sarai più.
VE: Sì, ma quando ci sarà il referendum sull’eutanasia obbligatoria ricordatevi di andare a votare, sennò fate la fine della Brexit.
GE: Non temere, ce ne ricorderemo.
VE: Quando si tratta di rubare il futuro altrui anche voi troverete le motivazioni giuste, vedrai.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi