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Le associazioni dei diritti per gli uomini rovinano le femministe colpevoli di discriminazione

21 Gennaio 2016 alle 11:43

New York. Nell’èra dell’uguaglianza come uniformità può talvolta risultare difficile distinguere fra il discriminatore e il discriminato. Qual è il discrimine? Appunto. Le leggi americane, e con più vigore negli stati più liberal, si sono adeguate al paradigma dell’uguaglianza, ma con tale zelo che questo voler trovare la discriminazione sotto ogni sasso ha prodotto paradossi e svelato aporie. Harry Crouch, presidente della National Coalition for Men (Ncm), la più importante associazione per i diritti maschili, ha scoperto il buco nella tela giuridica della California e da lì ha preso a squarciare il velo. Un paio di anni fa Crouch e i suoi sodali hanno tentato di entrare ad un evento dell’azienda Chic Ceo, che si occupa di incrementare le doti di leadership delle donne, ma il luogo dell’incontro, benché pubblico, era interdetto agli uomini. Crouch e i suoi hanno protestato – come non possiamo entrare? E l’uguaglianza di fronte alla legge? – e poi hanno fatto causa all’azienda, che è finita sull’orlo della bancarotta per il patteggiamento che ha dovuto pagare. Fossero andati a processo sarebbe andata molto peggio. Pure il locale che ha ospitato la serata discriminatoria ci è andato di mezzo. La Ncm ha iniziato così a denunciare qualunque situazione riservata esclusivamente alle donne oppure dove le donne ottengono trattamenti di favori, dalle feste di addio al nubilato agli sconti in discoteca. I contest nel giorno della mamma in cui vengono premiate le prime cento donne che si presentano in un certo luogo? Discriminazione. Le serata per sole donne nei nightclub? Discriminazione. Una legge chiamata “Unruh Act”, modello ultraprogressista di legge antidiscriminazione, permette ai difensori dei diritti degli uomini di vincere qualunque causa. La legge è talmente egalitarista che non prevede standard differenti a seconda dei gruppi, non tiene conto dei rapporti di forza, non ammette eccezioni, non transige: chiunque discrimina in base al genere (o a qualunque altra motivazione) rompe il patto dell’uguaglianza come uniformità, e perciò va punito. Basta rovesciare i ruoli soliti per svelare il paradosso. E c’è un ulteriore livello paradossale che rende questi denunciatori professionisti dei piccoli geni della logica: le somme che stano raccogliendo con i risarcimenti per queste class action vengono reinvestite nelle attività dell’associazione. Depredano le femministe facendo leva su leggi sponsorizzate da femministe e usano il bottino per combattere il femminismo.

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