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Il buonsenso sul gun control è quello dei giovani, certi che un regolamento non cambia la cultura

L’ultimo sondaggio dell’istituto Pew dice che i millennial si fidano sempre meno delle istituzioni religiose e dei giornali. E non c’era bisogno di sondare tanto.

7 Gennaio 2016 alle 06:18

Il buonsenso sul gun control è quello dei giovani, certi che un regolamento non cambia la cultura

New York. L’ultimo sondaggio dell’istituto Pew dice che i millennial si fidano sempre meno delle istituzioni religiose e dei giornali. E non c’era bisogno di sondare tanto. Sorprende, invece, quel che pensa la giovane generazione del gun control, questione antica e attuale che fa scorrere sul volto di Obama lacrime “sincere” – lo certifica Donald Trump – e che ha dato soddisfazione a Hillary Clinton: il presidente finalmente ha fatto quello che lei suggeriva. I millennial comunque non pensano che servano nuove leggi per controllare le armi da fuoco. Baby Boomer e americani più attempati reagiscono con più entusiasmo – ed è comunque un entusiasmo relativo – all’idea di porre restrizioni alla diffusione delle pistole nel paese del Secondo emendamento. I giovani sono meno convinti che “guns kill people”, il motto che sintetizza la persuasione dei liberal. Non significa necessariamente che siano tutti cultori della polvere da sparo, soltanto non credono alla risoluzione legale di una questione culturale, e così sono molto meno commossi di un presidente che lunedì ha annunciato misure d’imperio per sopperire all’inazione del Congresso.

 

Misure anodine che sono state ridicolizzate dalla National Rifle Association – ma questo dipende dai limiti del potere presidenziale – e che esibiscono una logica contraddittoria. Il principale risultato della decisione di Obama è l’imposizione di una licenza federale per chiunque vende armi: non soltanto l’armeria o il negozio online, ma anche il cacciatore che vuole vendere il suo vecchio fucile per comprarne uno nuovo. Una legge del genere esisteva già. Era stata approvata alla fine degli anni Sessanta, sull’onda di un dibattito aperto con l’assassinio di Kennedy, ucciso con un fucile comprato per corrispondenza. A riformare il regolamento è stata l’amministrazione Clinton, e non perché tenesse una linea favorevole alle armi da fuoco, ma per ragioni di “buonsenso”, esattamente quello che dice Obama. Come spiega il Wall Street Journal, all’origine della riforma clintoniana c’era l’osservazione che l’espansione delle licenza federali aveva creato un enorme mercato privato di rivenditori autorizzati. Invece di ridurre lo spazio della compravendita, la legge lo aveva allargato, rendendo più difficile, invece che più semplice, impedire che le pistole finissero nelle mani sbagliate.

 

[**Video_box_2**]Ora Hillary esulta per la misura che allora la sua famiglia aveva combattuto, ma lasciamo perdere per un attimo la coerenza. Il problema più ampio che la memoria corta dei democratici illustra è la confusione fra fini e mezzi. Il fine in questo caso è ridurre le stragi da arma da fuoco, la questione è come raggiungerlo. Nel tempo, al netto del diritto nella sua essenza, garantito dalla Costituzione, sono stati provati vari approcci, e Obama sta percorrendo una strada già battuta e poi ridisegnata dal suo stesso partito. Quella dei millennial non è una generazione di attivisti della Nra, ma è una generazione che qualche domanda sul rapporto fra fini e mezzi se la fa, e pensa che il gun control non è necessariamente il metodo migliore né quello di “buonsenso” per contrastare le stragi da arma da fuoco

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