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La maestra Chelsea Clinton spiega alla Generazione Z come salvare il mondo, con il punto esclamativo

17 Settembre 2015 alle 06:18

New York. A una prima occhiata, il libro di Chelsea Clinton sembra il solito manuale per risolvere i problemi del mondo con buona volontà e big data, soltanto che è concepito per ragazzini – i leader del domani – e ha un punto esclamativo alla fine del titolo. Nelle 400 comode pagine che i leader del domani affronteranno con il sorriso di chi sa che il mondo sarà un posto migliore se lo rendiamo tale, Chelsea non introduce alcun concetto che non sia stato già esplorato, detto, scritto o pensato da Al Gore, Jeffrey Sachs, Bill Gates, Sheryl Sandberg, Bono e da qualunque altro invitato alla Clinton Global Initiative. “It’s Your World: Get Informed, Get Inspired & Get Going!” è un sussidiario che spiega con la giusta pedanteria quali sono le grandi sfide del pianeta e cosa ciascuno può fare per scongiurare l’apocalisse, in qualunque forma si presenti, dal cancro al climate change, passando per le pandemie e i cibi ogm. Le 51 tabelle che intervallano le pagine, scritte intenzionalmente con linguaggio composto e serioso, aiuteranno i leader del domani a dare sostanza alle convinzione che lei, leader di oggi, ha interiorizzato frequentando la gente che piace nel salotto di casa. Chelsea ha spiegato che il tono è così serio perché è quello che i ragazzini segretamente vogliono. Vogliono grafici, spiegazioni con algoritmi, argomentazioni sottili e idee “big”, vogliono sapere che possono davvero salvare il mondo con il loro contributo, e se vi sembra che vogliano solo giocare a basket e farsi il compagno di classe (non c’è più bisogno di aggiungere “la compagna”: da quando vale tutto, s’è persa l’esigenza di specificare i generi) è soltanto perché nessuno li ha ancora presi sul serio. Si permette soltanto quelle che lei concepisce come trovate accattivanti, tipo spiegare che i cambiamenti climatici non sono divertenti perché erodono le spiagge e sciolgono le nevi, rovinandoci le vacanze. A un’occhiata più approfondita, il libro di Chelsea è il tentativo, forse non inedito ma siamo lì, di una leader della generazione millennial di trasmettere un bel bagaglio di valori umanitari alla Generazione Z. Come in molti tentativi di educare i più giovani, s’incontra una goffaggine simile a quella del vecchio zio che usa Instagram per far vedere quanto è giovane, o della nonna che non usa due account email perché, dice, non vuole avere con sé due smartphone.

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