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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Le serate culturali

Qualche volta tra l’ora dell’aperitivo e quella della cena ci devastano la sera e, nonostante gli sforzi, non si riesce a evitarle per non dispiacere a un amico o non passare per asociali. Ecco allora cosa pensarne e, soprattutto, cosa dirne

18 Gennaio 2019 alle 06:00

  • Ci si va soprattutto per il buffet. (Vedi seguente)

 

  • Sfortunatamente il buffet viene servito alla fine, così dopo un quarto d'ora anche se chi sta parlando è affascinante come Cary Grant e colto come Umberto Eco, tutti cominciano a occhieggiare le tartine con aria cupida.

 

  • Durante le presentazioni librarie dovrebbe essere vietata la lettura di brani scelti. Convenirne.

 

  • Solitamente si svolgono in luoghi sotterranei. Deplorare.

 

  • Se il pubblico in sala è in numero doppio dei relatori la serata si può considerare un successo.

 

  • Osservare con piglio sociologico che lo zoccolo duro del pubblico è composto da signore intorno ai settant'anni ansiose di riscattare in una sera la loro dignità d’intellettuali.

 

  • Le più temibili sono le poetesse che presentano libri rigurgitanti termini come “arbusti” e “giunchiglie”.

 

  • Iattura peggiore delle poetesse, le claque che applaudono entusiasticamente qualunque loro lirica.

 

  • Qualunque tipo di ironia deve essere accuratamente rimossa da ogni discorso. Anzi, più la serata è seriosa, più alta è la statura intellettuale dell’autore/trice.

 

  • Se alla frase “Ci sono domande?” qualcuno del pubblico scatta in piedi o alza la mano prepararsi a toglierli la parola entro quindici secondi.

 

  • Avere perfezionato negli anni una serie di format standard per dedicare i libri. “Con simpatia a ...” evitare: ipocrita.

 

  • Solitamente i vini delle serate culturali sono i peggiori prosecchi della produzione nostrana. Puntare direttamente sul succo d’arancia o, se possibile, sui cocktail. Tra le tartine evitare quelle al salmone, che alla seconda ora cominciano a ossidarsi.

 

  • Solitamente il valore del libro è inversamente proporzionale al numero dei presentatori. Convenirne.

 

  • Con un minimo di esperienza si riesce a capire quale relatore non ha letto il libro che sta presentando.

 

  • Se si è organizzata una serata culturale si può essere certi che in quelle stesse ore giocherà la Roma. Dolersene.

 

  • Notare la clamorosa prevalenza del pubblico femminile.

 

  • Temibilissimi i/le frequentatori/trici dell’Università della terza età, gratificati dal contatto con l’autore. Convenirne.

 

  • Dire con orgoglio di aver partecipato a un poetry slam durante un soggiorno a San Francisco, vincendolo. Meno si spiega cosa sia un poetry slam, maggiore è l’effetto.

  

  • Fondamentale è la scelta della location. Librerie, biblioteche, università: scontate. Molto à la page vecchie pescherie e siti di archeologia industriale.

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