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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

La prima uscita

In ogni relazione giunge, prima o poi, quel momento fatidico. Che lo abbiate preparato nei minimi particolari o che vi affidiate alla più pura improvvisazione, l’importante è avere qualcosa da dirne

9 Novembre 2018 alle 06:17

La prima uscita

- Se nel vostro guardaroba non trovate l’abito adatto, nonostante li abbiate provati tutti tre volte, la state caricando di eccessive aspettative. Rammentarlo.

 

- Come per scolare gli spaghetti, bisogna imparare a riconoscere il momento perfetto per agire: anticiparlo porterebbe a una situazione troppo cruda, ritardarlo provocherebbe la perdita del punto di cottura ideale. Nella vita il tempismo è tutto. Convenirne.

 

- Senza arrivare a stilare una lista degli argomenti da trattare durante la cena (si dovrebbe aspirare a una certa naturalezza), compilare accuratamente la lista dei temi da evitare: ex fidanzate/i, le proprie performance sessuali, i propri beni patrimoniali (rendite, case, automobili).

 

- A meno che non si sia certi del successo, evitare di esporsi con boutade che rischiano di precipitare nell’imbarazzo (es: Cara, ho prenotato una suite al Carlton di Cannes per questo weekend. A che ora vuoi partire?) Ricordare sempre che Corrado Barazzuti ha vinto la Coppa Davis senza mai essere sceso a rete una sola volta, ma limitandosi a giocare da fondo campo.

 

- Nella scelta del ristorante attenersi a un’aurea mediocritas: fuggire tanto il tre stelle Michelin, dove il cameriere vi pedinerà tutto il tempo come un agente della Stasi, quanto “Spartaco er bujaccaro” che vi accoglierebbe con un simpatico: “A more’ chi è ‘sta mignotta che te sei arrimorchiato stavorta?”

 

- Indossare mocassini sfilabili solo usando i piedi, perché così se la serata dovesse evolvere positivamente si sarebbe già pronti, è un po’ precorrere i tempi e se lei non è proprio venuta giù con la piena lo capisce. Remember.

 

- E investite questi quaranta euro di taxi! Perché non c’è nulla di peggio che arrivare davanti al ristorante e cominciare una battuta di caccia al parcheggio che potrebbe durare anche più di un’ora. Anzi, c’è di peggio: scaricarla all’ingresso dicendole di prendere il tavolo mentre voi cercate il parcheggio.

 

- Preferibilmente evitare di parlare di sé più di dieci minuti in tutta la sera. Evitare altresì, dopo avere tenuto banco con le proprie prodezze, di dire frasi del tipo: “Ma basta parlare di me. Dimmi, come mi trovi?”

 

- Ancorché il narcisista eserciti un indubbio fascino su certe categorie di persone, moderare la propria natura, astenendosi dall’esordire con un “Ciao, come sto?”

 

- Coltivare il sogno che sia lei a corteggiarvi esplicitamente. Restare consapevoli che l’estetica del porno ha notevolmente modificato l’immaginario maschile eviterà un surplus di delusioni.

 

- Se alla prima uscita decidete di regalare un libro all’oggetto dei vostri desideri, assicuratevi di averlo letto, al fine di non fare come un vostro ex compagno del liceo che ha fatto dono del “Diario del seduttore” di Kierkegaard alla sua fiamma del momento, credendo si trattasse di un romanzo erotico.

 

- Stimare moltissimo coloro che hanno la forza d’animo di astenersi dal corteggiare chiunque, forti della convinzione che tanto decide sempre la donna. Deplorare chi non riesce ad attenersi rigidamente al principio e dopo un’iniziale ritrosia indulge a vere e proprie forme di stalking. Pénible.

 

- Meravigliarsi che la storia dell’arte abbia dedicato numerosi dipinti al tema dell’Ultima cena e invece abbia trascurato completamente l’altrettanto (a volte) drammatica Prima cena.

 

- Il miglior anticoncezionale attualmente disponibile sul mercato è il conto alla romana. Convenirne.

 

- Per le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto “G” è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo. (Isabel Allende)

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