Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

I buoni propositi per l’anno

Sembra inevitabile farne qualcuno. Se proprio è necessario, però, cerchiamo di farne a ragione veduta. Consapevoli che il loro destino è quello di essere disattesi

12 Gennaio 2018 alle 06:17

I buoni propositi per l’anno

- Andare in palestra tre volte la settimana. Pagare per un anno, andarci tre volte a fila, poi, saltata la prima volta con grandi sensi di colpa, saltare tutte le altre con la massima nonchalance.

 

- Leggere almeno un libro al mese. Disattendere l’impegno ma, almeno, evitare di dire che si recupererà in agosto.

 

- Cenare senza il televisore.

 

- Seguire la politica per un periodo più lungo delle ultime due settimane precedenti le elezioni. Evitare di dire che destra e sinistra sono tutti uguali.

 

- Resistere alla tentazione di dire in inglese tutte le espressioni per cui esiste un equivalente italiano. Evitare di diventare pedanti traducendo in italiano anche Ufo, Aids, Computer.

 

 

- Non fare finta di avere letto libri o visto film che non si sono mai letti, né visti.

 

- Al ristorante giapponese per una volta ordinare un qualunque piatto che non sia il sushi.

 

- Non dire “You know what I mean?” o frasi iterative analoghe per lasciare supporre una profonda conoscenza dell’inglese.

 

- Pagare interamente il conto anche se è chiaro da subito che lei non ve la darà mai.

 

- Ammettere candidamente di preferire i neomelodici al jazz, senza temere le reazioni dell’uditorio.

 

- Al momento di scegliere un film da andare a vedere, sentirsi liberi di proclamare coram populo di preferire l’ultimo dei fratelli Vanzina all’ultimo dei fratelli Dardenne.

 

- Dopo decenni di vacanze intelligenti nel Ladak, nel delta dell’Okawango e nella Terra del Fuoco, dire senza alcun senso di colpa che avreste sempre voluto trascorrere tre settimane senza far niente sulla spiaggia di Pinarella di Cervia.

 

- Riuscire ad ascoltare più di due barzellette senza provare la tentazione di dire: “E invece la sai quella del...?”

 

- Rispondere con gentilezza ma con estrema fermezza alla signorina del call center che vi vuole iniziare alle gioie del financial trading.

 

- Se qualcuno vi racconta le sue disavventure di salute – soprattutto tra degenti in ospedale – evitare di ingaggiare una competizione all’ultimo sangue su chi ha la malattia più grave. Pénible.

 

- Astenersi dall’usare espressioni che sono improvvisamente divenute di moda. Per esempio: mai dire “Come se non ci fosse un domani”.

 

- Tradurre espressioni idiomatiche nell’equivalente anglosassone (per esempio: “Put all the eggs in the same basket” invece di “Fare di tutte le erbe un fascio”) non fa fare bella figura. Bensì fa apparire goffi. Saperlo.

 

Avere smesso di fare buoni propositi per l’anno da interi lustri.

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