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Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

Il vinile

È tornato di moda e ora non si può non avere niente da dire in merito. Se non lo avete, eccovi qualche utile suggerimento.

22 Aprile 2016 alle 06:18

Il vinile
- L’avamposto del fighettismo da happy hour. Deplorare.

 

- Ricordarsi sempre di dire che il vinile suona enormemente meglio. Se qualcuno obietta che non sente tutta questa differenza e che, peraltro, è un supporto infinitamente scomodo, guardarlo con compatimento.

 

- Dopo anni in cui non si sono buttati i vecchi LP per pura pigrizia, oggi finalmente si è legittimati a tirarsela da grandi intenditori. Rallegrarsene.

 

- Dopo aver acquistato un vinile tornare a casa in tutta fretta per evitare di farsi vedere in giro con il disco sotto il braccio ed essere scambiati per un qualunque hipster.

 

- Celebrare gli LP acquistati nell’unico negozio della propria città che consentiva di ascoltarli prima dell’acquisto. Arabescare a soggetto sulla mistica del decellophanamento e delle grandi dimensioni che rendevano più belle le copertine eccetera.

 

- Rievocare i feticismi dell'adolescenza, allorché il disco veniva suonato un'unica volta, giacché ci si affrettava a registrarlo su cassetta e poi si sentiva solo quella fino a consunzione della stessa.

 

- Partendo dal vinile, passare senza soluzione di continuità a fare l’elegia dei cartoni animati degli anni Ottanta, delle merendine degli anni Ottanta, delle sigle degli anni Ottanta e di altre puttanate della vostra gioventù. Attenzione alla deriva nostalgica: troppo colonna di destra del Corriere e di Repubblica.

 

- Proclamare di preferire il gracchiare del vinile all'algida purezza del CD, per tacere dell’aborrita standardizzazione acustica dell'mp3 (ricordare sempre di dire che taglia le frequenze e inorridire).

 

- Chi è anagraficamente adeguato può utilmente ricordare che in età preadolescenziale non ci si faceva troppe pippe sull’hifi e si conservavano i 45 giri in una pila priva di copertine, tanto poi li si infilava nel mangiadischi che provvedeva ad arare il microsolco di suo. Elencare fonovaligie, stereo 8, walkman e tutti gli altri aggeggi d'antan per ascoltare la musica: evitare. Vedi quanto detto sulla colonna di destra del Corriere e di Repubblica.

 

- Disquisire sulle mirabili qualità del Thorens (sulle altre marche di giradischi stendere un velo di oblio, con la sola possibile eccezione del Lenco, in caso di budget limitato) ai tempi era argomento in grado di mettere istantaneamente in fuga qualunque ragazza. Rammaricarsi di non averlo capito per tempo. (Vedi seguente)

 

- L'impianto hifi negli anni Settanta per i ragazzi era l'alternativa non sanzionata dalla chiesa alla masturbazione. Le ragazze sono sempre sempre state disinteressate alle bellurie tecnologiche: non avere mai capito perché.

 

- Il vinile ha affiancato, e in taluni casi ha sostituito, la Recherche di Proust come accessorio di qualità da esibire nei locali giusti per significare la propria indole intellettuale e raffinata. Convenirne.

 

- “Molte persone che comprano il vinile non si rendono conto che stanno ascoltando un master fatto per un cd e poi pubblicato su vinile. Succede perché le case discografiche hanno capito che le persone vogliono i vinili ma non fanno che prendere il cd master e usarlo per il vinile, niente di più simile all'ascoltare direttamente il cd. Non è nient'altro che una moda”. (Neil Young in un'intervista a KPCC Radio di Los Angeles. Plaudire.)

 

- Dopo avere ascoltato per circa ventimila volte "Wish you were here" in vinile negli anni Settanta, e avere memorizzato anche gli schiocchi e i fruscii del disco, la prima volta che lo si è ascoltato in CD, avere provato un senso di deprivazione. Confermare.

 

- Avere tentato di estendere il gusto retrò anche ai VHS ma essere stati irrimediabilmente sconfitti dallo strenuo modernismo materno che, con un colpo di mano durante un weekend, si è liberata di un’intera collezione di registrazioni accumulata in anni e anni di veglie notturne. Rammaricarsene.

 

- Avere acquistato "Stairway to heaven" dei Led Zeppelin una prima volta negli anni Settanta in vinile, poi averlo ricomprato all’inizio degli anni Novanta in CD e ora averlo comprato per la terza volta nuovamente in vinile. Sperare di riuscire a uscire dal loop prima di morire. Convenirne.

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