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Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

Litigare nella coppia

È una di quelle eventualità con cui prima o poi ci si deve confrontare nel corso di una vita. Ecco allora alcune armi teoriche ovvie e banali per farlo con consapevolezza

4 Marzo 2016 alle 06:09

Litigare nella coppia
- Affermare di essere buoni e cari, ma ammettere che se pigliano i cinque minuti si è capaci di commettere spropositi anche nei confronti del/della partner. Non rilevare la contraddizione.

 

- Ricordarsi sempre di dire che il bello di litigare è che poi si fa pace. La banalità è consentita, la laidezza no.

 

- Gli aggressivi-passivi sono i peggiori. Convenirne. (Vedi seguente)

 

- La cosa più esasperante è litigare con chi non reagisce. Se mentre uno/a urla, l'altro/a allinea dei soprammobili in un silenzio ostile, le bave alla bocca sono giustificate. (Vedi seguente)

 

- Aborrire quelli che se ne vanno nel bel mezzo della lite.

 

- Uno degli effetti collaterali della speculazione edilizia è parteggiare per l’uno o l’altra dei vicini di casa quando litigano. Dibattere se possa essere considerata una forma di terapia di coppia transazionale.

 

- Quando si racconta agli amici di una lite omerica con il/la proprio/a partner, riuscire a predire con ragionevole certezza chi dirà: "L'amore non è bello se non è litigarello". Proporlo per la gogna.

 

- Avere amici che hanno affinato l’arte di litigare sommessamente, ma spietatamente, durante feste o ricevimenti. Deplorare.

 

- La cosa più dura da sopportare sono gli articoli delle riviste (prevalentemente femminili) che sostengono che  le liti fanno bene alla coppia. (Vedi seguente)

 

- Le riviste di psicologia che stilano il decalogo per litigare bene. Deprecare. (Vedi seguente)

 

- Sostenere che i consigli di psicologia pratica delle riviste popolari su come gestire le liti sono dei vertici inarrivabili di umorismo. “Se lui è nel momento «ho voglia di litigare» sorprendetelo con la tenerezza: abbracciatelo, baciatelo, ditegli che lo amate.”

 

- Rievocare la lite in auto tra Marcello (Marcello Mastroianni) ed Emma (Yvonne Furneaux) nella Dolce Vita. Lui le sbraita in faccia: "Questo non è amore è abbrutimento", poi la scarica di notte lungo una statale, quindi la viene a riprendere all'alba. Molto chic.

 

- Avere realizzato l’esistenza di un problema di gestione della rabbia nella propria coppia, il giorno in cui ci si è resi conto di possedere decine di tazzine, piatti e bicchieri tutti scompagnati.

 

- Quelli che lanciano suppellettili, urlano come ossessi e poi, cinque minuti dopo, sorridono spensierati come se non fosse accaduto nulla, ingenerando sensi di colpa mostruosi nel caso si continui a nutrire del rancore per una mezz’ora. Esecrare.

 

- È una voluttà inconfessabile uscire a cena con compagnie numerose e tentare di intuire quali saranno le prossime coppie a scoppiare, sulla base di quanto si trattano male reciprocamente.

 

- Se lei a domanda specifica: "Che cosa c'è?", risponde: "Niente.", vuol dire che  qualcosa c’è. Segue lite.

 

- Se lui a qualunque domanda risponde: "Ah-ha", sta sperando in un rapimento da parte degli alieni. Esserne consapevoli.

 

- Se durante una lite lui/lei ammette le proprie colpe e si mostra conciliante, cercare di stravincere ricordandogli/le tutte le altre volte in cui ha fatto cazzate analoghe. È una tentazione insidiosa, ma sovente irresistibile. Convenirne.

 

- Il bagno è un poderoso generatore di motivi di lite. Ancora insuperati i capelli/peli di barba nel lavabo; a seguire, la tavoletta del water sgocciolata e il tubetto del dentifricio abbandonato ad agonizzare aperto. Arabescare a soggetto.

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