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Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

I buffet

Se non si vive nei boschi è impossibile non trovarcisi di tanto in tanto. Ecco allora cosa buttare lì con disinvoltura tra una tartina e un canapé

5 Febbraio 2016 alle 06:18

I buffet
- Una delle grandi piaghe del nostro tempo.

 

- La principale ragione per partecipare a tre quarti degli eventi culturali.

 

- Sono passate le cavallette, non c'è rimasto più niente! Evitare: usurato.

 

- Condannare l’eccessiva dimestichezza nell’accatastare nel piatto derrate di cibo.

 

- Il finger food è la svolta. Deplorare i vernissage in cui ci si deve appoggiare sulla testa di una statua di bronzo per tagliare la fetta dell'arrosto.

 

- La salvia fritta ha conosciuto un periodo di gran voga presso i buffet d’avanguardia alcuni anni fa, ora la fanno anche alle feste della parrocchia. Dolersene.

 

- Se all'ingresso controllano i nomi ci sono ragionevoli speranze che il cibo sia commestibile.

 

- Avere la netta sensazione che i camerieri disprezzino cordialmente tutti gli invitati. I cinefili possono ricordare una scena di "Straziami ma di baci saziami" in cui il cameriere Nino Manfredi si azzuffa con un orrido Gigi Ballista che lo ha schiaffeggiato per aver smascherato la sua inettitudine come degustatore di vino.

 

- I politici prima di mangiare qualunque cosa dovrebbero considerare le implicazioni simboliche, invece sono i più accaniti. Deplorare.

 

- Durante le presentazioni librarie la cosa più dura da sopportare per l'autore non sono gli sbadigli, bensì il cupido occhieggiare il buffet del pubblico. Convenirne.

 

- Tuonare contro chi cerca di fregare sulla fila per le polpettine. Valutare se concionare sull'incapacità degli italiani di fare qualunque tipo di fila.

 

- I romani possono lagnarsi della proverbiale antipatia del personale di un noto locale da aperitivi dell’Esquilino che fa passare in secondo piano l’eccellenza del buffet.

 

- Bicchieri di plastica con prosecco scadente e stuzzichini fané sono il trionfo della mestizia, ma appoggiati sulle auto parcheggiate davanti ai negozi durante gli eventi fuori salone del Salone del Mobile assurgono ad autentico abominio sociale. Aborrire.

 

- Inserire una modica quantità di cibi di origine animale in ogni stuzzichino, così da ghettizzare i vegani è un’inconfessabile voluttà. Non appena acclarato di essere tra carnivori, irridere il loro sconcertante stile di vita: scegliere se stigmatizzare la supposta insalubrità o l’estremismo talebano. Continuare a soggetto.

 

- Non appena si individua un amico che sta fendendo la folla diretto al buffet, fare la vocina impietosente e chiedere se vi porta qualcosa. Commiserarne la difficoltà a gestire due piatti e relativi bicchieri, ma immergersi nella conversazione con altri fingendo di non vederlo.

 

- Arriva la pasta! No! Anche la pasta? Ma chi ce la fa più? Ho mangiato come un orco. Be', magari giusto due rigatoni.

 

- La pasta è immancabilmente rigatoni all'amatriciana. Interrogarsi sul perché.

 

- I professionisti del buffet si riconoscono dalla prontezza con cui assaltano i crudi di pesce prima che si ossidino.

 

- Anche il cibo più increscioso, servito in bicchieri scomodi diventa chic. Convenirne e/o scagliarsi contro simili dettagli aspirazionali.

 

- Qualunque buffet, anche se contempla Beluga del Caspio by Prunier, ostriche dell’île d’Oléron e Bollinger del 1966, è sempre "una poveracciata" per definizione. Il commento quanto più è sprezzante, tanto più attesta uso di mondo. Se si è notoriamente ricchissimi, sostenere di detestare caviale e ostriche; amare invece sempre lo champagne, soprattutto con un panino al salame.

 

- Ritornare al tavolo con il piatto semivuoto è indice di superiore equilibrio interiore, ma solo pochissimi riescono a resistere alle puttanate fritte. Convenirne. Rammaricarsene.

 

- Sviluppare una forma di dipendenza nei confronti delle foto di Dagospia che mettono alla berlina la voracità di pseudofamosi.

 

- Non appena qualcuno comincia a muoversi a tempo di musica con un piatto di sushi in mano commentare: "Molto la grande bellezza".

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