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Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

Gli anni '80

Dopo vent’anni dalla sua fine ogni epoca è pronta per essere rivalutata. Un’occasione da non perdere per smerciare dei luoghi comuni d’annata

22 Gennaio 2016 alle 06:18

Gli anni '80

- Giravano così tanti soldi che bastava non essere cretini completi per diventare ricchi. Convenirne. (Vedi seguente)

 

- Paragonare gli stipendi milionari di allora, percepiti da deficienti che non hanno mai fatto altro che scaldare la scrivania in megamultinazionali, agli stage oltraggiosi che quelle stesse multinazionali propongono oggi a plurilaureati bravissimi. Arabescare a soggetto. Smettere immediatamente prima dell'apologia dell'eversione.

 

- Scagliarsi contro tutti i revival e specialmente contro coloro che, dopo una ventina d'anni dalla fine di ogni decennio, sentono la necessità di celebrarlo. Molto più chic elencare le ragioni per cui il periodo in questione faceva schifo.

 

- All'epoca i socialisti rubavano l'impossibile, però Milano era una città molto, molto divertente. Convenirne.

 

- Essersi affacciati al mondo del lavoro alla fine degli anni Ottanta; poco dopo è scoppiata la prima guerra del golfo ed è finita la festa. Rammaricarsene.

 

- Dopo gli anni di piombo, gli anni di merda. Un po' sentita, ma sempre d'effetto.

 

- Rievocare con orrore le spalline imbottite che stavano bene solo alle modelle filiformi e altissime, mentre sulle persone normali facevano l'effetto cifunìn (in milanese: comodino). Dolersene.

 

- Rievocare che al loro avvento si ritenevano i video musicali un fenomeno passeggero. Se l'uditorio è sinceramente democratico e autocritico, ricordare come all'epoca avevate sostenuto che illustrare le canzoni era un po' come far vedere da quanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo escludesse quell'ermo colle. Gareggiare a chi racconta il videoclip più trash: tuttora imbattuto "I like Chopin" di Gazebo.

 

- Tuonare contro la nostalgia a buon mercato, per cui basta citare "Drive-in" e qualche altro feticcio dell'epoca per imbastire un programma televisivo o un blog. (Vedi seguente)

 

- È molto trendy essere cultori della tecnologia d'antan: vinili, walkman, compact cassette, VHS. I più raffinati conservano ancora dei lettori Video 8 della Sony.

 

- Far partire una pippa sociologica sulla sostanziale vacuità del periodo. Affastellare argomenti a casaccio, purché si concluda citando il Raf di "Cosa resterà di questi anni Ottanta?": imprescindibile in caso di un articolo di costume.

 

- Rievocare le pubblicità celebri dell'epoca. Non più di una. Evitare di imitare maldestramente il Tartufòn.

 

- È molto chic avere collaborato in gioventù al "Paninaro". Se l'affermazione suscita meraviglia, citare a memoria uno stralcio del "Manifesto Paninaro", che in uno dei suoi articoli recitava: "Alle paranoie del '68 preferiamo le Paraboot dell'86". Immortale.

 

- Rievocare con trattenuta commozione quando per telefonare alla fidanzata con una ragionevole intimità era necessario recarsi alla più vicina cabina telefonica che distava un chilometro da casa ed era regolarmente occupata e quindi vi toccava aspettare un quarto d'ora. Raccontarlo a un ventenne con il tono di un combattente delle battaglie dell'Isonzo. (Vedi seguente)

 

- Con lo stesso tono da reduce, spiegare a dei ventenni che ai tempi, per seguire una serie tv (allora rigorosamente detta telefilm) bisognava aspettare la nuova puntata per una settimana. Se il contesto è adatto, dedurne una maggior disponibilità dei giovani di allora a posporre la soddisfazione dei propri desideri, in opposizione all'onnipotenza narcisistica vellicata da Netflix con la pratica del binge watching.

 

- Frequentare un ristorante cinese di Pisa che si chiama "Anni '80". Chic inarrivabile.

 

- Fare una lucida analisi psicosociologica di due decenni diversi attraverso la comparazione dei "Ragazzi della terza C" e dei più recenti "Notte prima degli esami 1, 2 ecc.". Schierarsi ciecamente per l'uno o per l'altro, come per Coppi o Bartali, invalida ogni pretesa scientifica.

 

- La Milano da bere. Evitare; anche in un articolo assai critico sulla frivolezza degli anni '80. Archeologica. Usurata.

 

- Avere religiosamente conservato per anni un pezzo del muro di Berlino, finché la filippina facendo le pulizie lo ha buttato, scambiandolo per un rimasuglio dei lavori di ristrutturazione del bagno. Dolersene.

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