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Come fare bella figura in salotto senza necessariamente sapere quel che si dice

Il complottismo

È un rischio sempre in agguato: basta poco per trovarsi ad alimentarlo. Ecco allora come spararle grosse impunemente

8 Gennaio 2016 alle 06:18

Il complottismo
- Tanto, ci fanno sapere solo quello che vogliono loro. Non specificare chi siano loro.

 

- Di fronte a guerre, atti di terrorismo, stragi, accogliere le notizie con un sorrisino che lascia intendere come a voi non la si faccia. Di seguito, spiegare che è tutto già deciso dall'alto.

 

- Tanto, l’Italia/l’Europa/il mondo è da sempre nelle mani di quelle dieci famiglie. Affermarlo come un dato di fatto.

 

- Il Bilderberg è all'origine di tutte le nefandezze che accadono nel mondo. Varianti: la Trilaterale, il Meccanismo Europeo di Stabilità, il Nuovo Ordine Mondiale. Preferibilmente evitare di infilarle tutte nella stessa frase.

 

- L'Isis? Una creazione dei potentati economici per tenere alta la tensione. Arabescare a soggetto.

 

- Scagliarsi genericamente contro le multinazionali: tutte malefiche. La Apple, la peggiore di tutte. Walt Disney emanazione del satanismo anglosassone: solo se il contesto lo consente.

 

- Irridere le tesi complottiste denota spirito razionale alieno a superstizioni e fumosità. Arma fine di mondo: replicare che il maggior talento del diavolo consiste nel persuadere della propria inesistenza.

 

- Cambiamenti climatici. Vale sia sostenere che tra vent'anni i poli saranno sciolti, sia che si tratti di una bufala mediatica artatamente organizzata. Citare sempre fonti autorevolissime. Se possibile dibatterne dalle colonne di un giornale; in subordine a cena, per animare una serata un po' barzotta.

 

- L'AIDS. Chiaramente un esperimento sfuggito di mano al Pentagono: dire che su internet ci sono i documenti che lo provano. Valida anche la teoria che la ritiene una colossale macchinazione delle lobby farmaceutiche.

 

- Teorie complottistiche sulle torri: evitare. Usurate.

 

- Di gran moda presso certi target non vaccinare i bambini giacché, è noto, dai vaccini – peraltro cinicamente prodotti dalle multinazionali farmaceutiche – derivano patologie ancora peggiori di quelle che dovrebbero evitare. Affastellare esempi di conoscenti stroncati dagli effetti collaterali.

 

- Non sapere bene cosa siano le scie chimiche, ma essere fermamente contrari.

 

- I milanesi ultraquarantenni possono commuoversi raccontando di C.T., propugnatore di un curioso complotto del Vaticano che ha ucciso milioni di persone nel mondo con le onde elettromagnetiche. Très chic.

 

- Notare con piglio sociologico che mentre “L’ha detto la televisione” è stato per decenni sigillo di verità, “C’è su internet” è sempre equivalso a una cazzata.

 

- Se qualcuno sostiene una qualunque teoria un po' azzardata, non esitare a sfoderare i Protocolli dei Savi di Sion. Sperare che qualcuno chieda cosa siano per esibire un vasto background culturale.

 

- Amare particolarmente le teorie secondo le quali Paul Mc Cartney sarebbe morto nel 1966 ed Elvis ancora vivo. Versione Pro: sostenere che le canzoni scritte da Mc Cartney dopo quella data siano in realtà di Elvis. Attenzione a non esagerare col sincretismo.

 

- Tutte le teorie sul rock satanico sono lecite solo dopo cene abbondanti e/o dopo le due di mattina, meglio se sostenute da spiegazioni parascientifiche sugli effetti delle frequenze musicali sull'aura. Non è indispensabile una spiegazione molto coerente.

 

- Trovare il modo di buttare lì che il termine 'conspiracy theory' è stato usato per la prima volta nel 1964 relativamente all'omicidio di Kennedy.

 

- Osservare in tono svagatamente mondano che i criteri con cui i complottisti mettono insieme le prove a sostegno delle loro teorie presentano forti analogie con il bersaglio della Settimana Enigmistica.

 

- Gareggiare con gli amici a chi tira fuori la teoria complottistica più stronza. All’apparizione dei coccodrilli bianchi nelle fogne di New York far partire un pippone sui limiti epistemologici di teoria del complotto e leggenda metropolitana.

 

- Essere membri della Skeptical Enquiry Association è assai cool. Meno si spiega cosa sia, maggiore è l’effetto.

 

- Interpretare ogni evento della storia come frutto di una pianificazione è psicologicamente più rassicurante che ammettere l’insensatezza e la casualità della vita: notazione che suggerisce una temperie culturale di stampo illuministico. Valutare se tirare in ballo Popper (non è necessario averlo letto). Umberto Eco: evitare sempre.

 

- Qualunque irrisione delle teorie complottiste ne è l’implicita conferma. Anche questa.

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