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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Le previsioni del tempo

Una volta o l’altra ce ne siamo lamentati tutti, ammettiamolo. Ecco allora una serie di spunti per allargare il giro delle vostre banalità.

16 Ottobre 2015 alle 06:15

Le previsioni del tempo
- Non ci azzeccano mai. Convenirne.

 

- Forse il solo ambito di applicazione della scienza che non ha segnato alcun progresso negli ultimi cinquant’anni.

 

- Fidarsi molto di più del contadino che dei moderni servizi meteorologici. Arabescare a soggetto.

 

- Tuonare contro l’uso, invalso negli ultimi tempi, di allertare la popolazione in previsione di piogge bibliche che poi, di solito, non si verificano. (Vedi seguente)

 

- Parlare del dissesto idrogeologico del territorio italiano dimostra coscienza civile. Non è necessario saperne di più.

 

- A Milano lagnarsi del Seveso: bastano due gocce di pioggia e viene fuori; a Roma paventare la piena del Tevere che rischia di travolgere Ponte Milvio. In quest’ultimo caso, valutare se fare considerazioni ciniche sull’auspicabile perdita dei lucchetti.

 

- Sostenere che prevedere cataclismi meteorologici sia una tecnica per pararsi il culo: così se accadono, loro l’avevano detto. Deplorare. Valutare se ricordare le prodezze di Alemanno.

 

- Fare riferimento alla teoria dei sistemi complessi per spiegare l’impossibilità di prevedere il tempo oltre i cinque giorni: fa capire che avete una solida cultura di tipo scientifico.

 

- Dire che vostra madre continua a chiedere ancora oggi: “Cosa dice Bernacca?”

 

- Effettuare un sondaggio tra i presenti ed evidenziare che solo una sparuta minoranza sa con certezza se si dica metereologia o meteorologia.

 

- Sostenere che a Sky scelgono le presentatrici del meteo facendo i casting. (Vedi seguente)

 

- Emilio Fede era avanti di almeno dieci anni sui suoi tempi con le meteorine, ma non è stato capito. Dolersene. Valutare se tuonare contro il conformismo culturale imposto dalla sinistra.

 

- Notare che le app meteorologiche dell’iPhone sono affidabili come i bond argentini.

 

- Chiedersi chi mai nella vita reale chiami le piogge rovesci.

 

- Attendere ogni inverno con impazienza che il paese sia “attanagliato nella morsa del gelo”.

 

- Interrogarsi con svagatezza su cosa producano le Azzorre oltre agli anticicloni? Chic.

 

- Avere un parente che come il Furio di Verdone telefona ossessivamente per avere informazioni sul meteo prima di ogni viaggio in auto, per quanto breve. Constatare che ognuno conosce almeno un Furio.

 

- Avere le catene da neve nel bagagliaio, ma ignorare del tutto come si montino. Osservare che nei film hollywoodiani ciò prelude all’incontro con un automobilista collaborativo e di bell’aspetto che si innamora della protagonista. Stigmatizzare i danni dell’entertainment consolatorio.

 

- Rievocare con raccapriccio i barometri-igrometri-termometri dalle forme dada che hanno arredato le pareti delle nostre case negli anni della gioventù. (Vedi seguente)

 

- Confessare di avere acquistato molti anni addietro una torre di Pisa che diventava rosa in caso di pioggia. Rammaricarsene.

 

- Settare il cellulare in modo da monitorare continuamente il meteo di Parigi, Londra e New York suggerisce uno stile di vita internazionale. Non è necessario recarsi spesso in quelle città.

 

- Quando non tira vento anche il galletto in cima al campanile manifesta del carattere. (Stanisław Jerzy Lec)

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