cerca

Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Le insalate

Ne mangiamo ogni mezzogiorno, nella vana speranza di mantenere la linea. Ecco perché può essere utile sapere cosa dirne

28 Agosto 2015 alle 06:17

Le insalate
- Stigmatizzare quelli che preparano l’insalata con la stessa logica di MacGyver: si apre il frigo e si usa quello che ci si trova.

 

- Scagliarsi contro l’olio dei bar: più adatto alle macchine utensili che agli umani.

 

- Non si sa per quale ragione costino sempre il doppio dei panini o dei primi. Ipotizzare l’esistenza di un malefico cartello delle insalate che tiene alti i prezzi.

 

- Il segreto è condirle molto bene. Convenirne. Arabescare a braccio sul soggetto.

 

- Tuonare contro quei ristoranti che te le servono nei piatti piani, così che non appena cerchi di mescolarle le sparpagli per tutto il tavolo e, quindi, ti rassegni a mangiarle scondite, tranne le ultime tre foglie che sono immerse nell’olio.

 

- I francesi sì che sanno fare le insalate. Commento che lascia immaginare uso di mondo.

 

- Ricordare con nonchalance che l’insalata russa, in Germania la chiamano insalata italiana, mentre in Russia talvolta è detta polacca.

 

- Magnificare la sauce vinaigrette. Non serve sapere esattamente cosa sia.

 

- Ricordare che, al contrario di quel che si crede, le insalate non sono affatto più leggere, ma che anzi impegnano lo stomaco per ore. Valutare se paragonare l’intestino breve di un ghepardo a quello lunghissimo di un bue maremmano. Possibilmente polemizzare con il primo vegetariano a portata di mano.

 

- Pronunciare il Caesar della Caesar salad alla latina e non all’americana. Se qualcuno vi guarda storto, far partire una pippa sullo chef Cesare Cardini che l’avrebbe inventata.

 

- Non fidarsi delle insalate già lavate e sterilizzate, per questo prima di metterle nel piatto rilavarle col bicarbonato. Raccontare di conoscenti che ci hanno trovato dal semplice vermetto a mostruosi scarabei stercorari. (Vedi seguente)

 

- L’insalata in busta si acquista esclusivamente per poterla buttare via dopo averne rinvenuto il cadavere nel frigorifero. Dolersene. (Vedi seguente)

 

- Farsi odiare dagli impiegati dei supermercati andando a scavare tra i sacchetti di songino posti in fondo allo scaffale, alla ricerca di quello con la data di scadenza più lontana.

 

- La lattuga iceberg non esiste in natura, è un brevetto della Montedison. Convenirne.

 

- Chi è anagraficamente attrezzato può ricordare l’embargo delle verdure a foglia larga seguito a Chernobyl.

 

- Ricordare quando, appena arrivati a Roma una quindicina di anni fa, si è chiesto del cicorino, accompagnando le parole con il gesto del coltello che affettava qualcosa. Indimenticabile l’espressione sgomenta del verduraio che vi ha guardato e ha detto: “‘A cicoria.” Commentare dolentemente la tassonomia regionale degli alimenti.

 

- Puntualizzare l’abissale differenza tra l’aceto balsamico tradizionale, carissimo e quasi introvabile, e il massificato aceto balsamico comune. Esaltare il primo, snobbare il secondo. (Vedi seguente)

 

- Scagliarsi contro contro la glassa di aceto balsamico, estrema frontiera dell’aspirazionalità alimentare, confinante con il trash.

 

- Una volta era solo della frutta fresca affettata, ora è la maledetta insalata di frutta. Provare un empito di rabbia preistorica al solo sentirla nominare.

 

- Chiedere sempre di modificare una delle insalate del menù. Vince chi riesce a far saltare per primo i nervi al cameriere.

 

- Detestare i dietologi nutrizionisti che in tivù consigliano di mangiare delle insalatone quando la canicola impazza. Chiedersi chi abbia mai concepito l’idea di farsi una bella cassoeula il giorno di Ferragosto.

 

- La maionese è il male. Raccontare di conoscenti giunti in punto di morte per aver mangiato un’insalata con una maionese avariata. Più il racconto è horror, meglio è.

 

- L’insalata di riso: una grande incognita.

 

- Ora che si ritorna al lavoro ci aspetta un altro anno di pranzi al bar con insalate fatte alla cazzo. Dolersene.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi