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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

La Grecia

Non si parla e non si scrive d’altro. Ecco perché non potete fare mancare la vostra banalità sul tema.

10 Luglio 2015 alle 06:18

La Grecia
- Ha rotto le balle.

 

- Non avere capito nulla dell’intera vicenda. Se qualcuno lo confessa, affrettarsi a stigmatizzare tv e giornali, che non aiutano.

 

- In questa lotta tra l’Europa e la Grecia non ci sono i buoni e, quindi, non sapere per chi tifare. Dolersene.

 

- Non ci possiamo permettere che esca dall’Euro. Vale anche dire che non ha senso trattenere nell’euro un paese che non ci può e non ci vuole stare. Aggiungere argomenti a sostegno di entrambe le tesi; se incomprensibili ci si posiziona come esegeti dei misteri dell’economia e della politica.

 

- Tanto finirà tutto in un nulla di fatto. Dirlo con sicumera suggerisce conoscenza delle segrete cose della politica.

 

- Se non altro quest’anno si saprà dove fare delle vacanze economiche. Secondo il contesto, aggiungere ulteriori notazioni crudeli o lasciare intendere si stesse facendo dello humor nero.

 

- Varoufakis: la risposta attica a Ranxerox e Paperinik.

 

- Ci si qualifica sagaci osservatori del costume notando che mentre da ragazzi era un punto d’orgoglio ricordare l’intera formazione della grande Inter (Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin ecc.), ora durante l’happy hour si gareggia elencando le Cicladi che si sono visitate: Mykonos, Mìlos, Santorini, Sikinos, Sifnos, Koufonissi, Ios…

 

- Non avere mai conosciuto uno Zorba.

 

- Ricordare quanto faceva incazzare che in tutto il paese non prendessero le carte di credito nemmeno sotto minaccia armata, per cui toccava scendere e risalire la montagna per fare un bancomat e pagare il ristorante. Deplorare.

 

- Considerare che quello che fa incazzare del governo greco e che non faccia neanche finta di voler fare delle riforme.

 

- Giudizi sul referendum greco. Un atto di follia autolesionistica; una grande prova di democrazia: evitare, usurati.

 

- Dire che i greci si meritano tutto il male che hanno, perché in fondo i conti li hanno truccati loro, mica noi, però vabbe’ che vabbe’, ma pure l’Europa non è che non sapesse che c’era un problema, eppure per anni ha fatto finta di credere che si sarebbe risolto da sé. Di seguito, ricordare quando siete stati tamponati mentre eravate in sosta vietata e l’assicurazione ha decretato il concorso di colpa.

 

- La soluzione non è meno Europa, bensì più Europa. Il sapido interprete della contemporaneità, alieno alle facili semplificazioni, infila l’argomento ex abrupto in qualunque ragionamento, quindi lascia la stanza prima di doversi spiegare.

 

- I dolmades sono anche buoni, ma dopo dieci giorni di riso e foglie di vite si comincia a trovare simpatico perfino Schäuble.

 

- Una fazza, una razza. A un certo punto bisogna pur dirlo.

 

- Trovare simpatici i greci, perché fa piacere sapere di non essere gli ultimi della classe. Dissociarsi dal cinismo.

 

- Le meteore sono belle, per carità, però arrivarci è una grandissima rottura di palle. Convenirne. Rimpiangere quando da bambini le vacanze erano più facili: a Cesenatico bastava scendere tre scalini e sdraiarsi in spiaggia.

 

- Dire che il pil della Grecia arriverà sì e no alla metà di quello della Lombardia. Estremizzare progressivamente il paragone; dopo due o tre volte arrivare a equiparare il pil greco a quello di Rovigo.

 

- Chiedere con aria svagata se degli Onassis e dei Niarchos non sia rimasto nessuno. Se la reazione è incoraggiante, dirottare sul gioco dei vivi e dei morti: ma Bucciarelli Ducci è ancora vivo? Edoardo Vianello è morto? E J.R.?

 

- Grexit: sostenere sia un farmaco contro il riflusso gastroesofageo. Chic.

 

- In realtà il vero problema è la bolla cinese. Non è necessario sapere cosa sia.

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