Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Milano

Andrea Ballarini
Fino a novembre sarà un argomento inevitabile. Meglio allora rifornirsi di una buona scorta di luoghi comuni per parlarne  a sproposito.
- È diventata bellissima.

 

- È bellissima, come peraltro ha confermato il New York Times. Dirlo lascia intuire come, pur avendo le radici ben piantate nella realtà locale, si spazi in un orizzonte globale.

 

- Negli ultimi anni è diventata sempre più bella, al contrario di Roma che, invece, si è disperatamente imbruttita. Convenirne. Valutare se rimpiangere Uòlter ed eventualmente anche Cicciobello.

 

- È molto vivibile, i milanesi sono civilissimi, tutto funziona e poi ha una classe innata che, dopo decenni di appannamento, sta tornando fuori. Rallegrarsene. L’unica città italiana veramente europea: evitare, usurato.

 

- Sempre bella, salvo durante la settimana del Salone del mobile, perché aprono le gabbie.

 

- Considerare di ritrasferircisi, dopo esserne andati una quindicina d’anni fa, quand’era al suo peggio dai tempi degli Spagnoli.

 

- Parlare del bar Luce della Fondazione Prada, magnificando l’allestimento di Wes Anderson. Di seguito ricordare una festa di qualche anno fa alla Fondazione Fendi di Roma con Bertinotti che leggeva brani da “La terra desolata” di Eliot. Astenersi da commenti salaci aumenta l’effetto.

 

- La cosa peggiore di Milano è l’Expo. Convenirne.

 

- Relativamente all’Expo ricordare che a Milano rubavano esattamente come tutti gli altri, ma che almeno una volta le cose le facevano; questi di adesso, invece rubano e basta. Non specificare di chi si stia parlando.

 

- La nuova Darsena è più chic dei quai della Senna e se la tira anche molto meno. Compiacersene.


- Ricordarsi sempre di dire che ha una bellezza riservata che non si scopre al primo sguardo, al contrario di quella di Roma che è sfrontata.

 

- I romani non manchino di professare il loro amore per Milano. Dire di adorarla e di essercisi trovati benissimo qualifica come persone di grande apertura mentale e aliene ai luoghi comuni.

 

- Dire che lo sport preferito dei milanesi è denigrare la loro città, salvo infastidirsi se lo fa qualcuno che viene da fuori.

 

- La zona di Garibaldi-Porta Nuova è fighissima e non ha nulla da invidiare ai quartieri più futuribili di Shanghai. Solo la regia di Lory Del Santo in “The Lady” è riuscita a farla sembrare la scenografia di “Spazio 1999”. Dolersene.

 

- Citare il bosco verticale di Boeri. Scandalizzarsi se qualcuno non sa che cosa sia.

 

- L’intellettuale controcorrente non perda occasione di scrivere quanto continui a farle schifo, nonostante il coro plaudente.

 

- Chiedersi con pensoso piglio da analista politico se trovare Milano bellissima possa essere considerata una forma di criptorenzismo.

 

- Pisapia chiamarlo sempre e solo “il Pisa”. Chic.

 

- Si deve assolutamente entrare nel duomo (un gioiello).

 

- Nell’immaginario collettivo l’accento meneghino difficilmente potrà affrancarsi dall’abisso in cui l’hanno sprofondato le cafonate yuppistiche e leghiste. Rammaricarsene.

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