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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Il risveglio

Tocca a tutti. Nessuno escluso. Tutti i giorni. Meglio allora essere preparati a parlarne e (soprattutto) a sparlarne

17 Aprile 2015 alle 06:18

Il risveglio
- Ancora cinque minuti. Evitare. Usurato. Non credibile.

 

- Ingaggiare un quotidiano corpo a corpo con la sveglia, giungendo a tacitarla anche cinque o sei volte, fino a spegnerla definitivamente e ad alzarsi in ritardo di un’ora. Ogni volta provare un senso di attonita meraviglia.

 

- Promuovere una legge in base alla quale nella mezz’ora successiva al risveglio dovrebbe essere vietato rivolgere qualunque domanda al/la proprio/a compagno/a che, per contro, non dovrebbe essere ritenuto/a responsabile delle eventuali risposte a casaccio.

 

- Mai rivolgere la parola per primi alla propria compagna dal risveglio problematico. Ricordare di averlo fatto una volta, molti anni fa, per comunicarle che durante la notte in Unione Sovietica c’era stato il colpo di stato ed essere stato sommerso da vituperi.

 

- Teorema: gli esseri umani si dividono mattinieri e serotini. I primi hanno tempi di avviamento rapidi e non necessitano di riscaldamento, ma già alle 21.00 sono incapaci di sostenere una conversazione composta da tempi verbali più complessi dell’indicativo presente; i secondi, fino all’ora di pranzo sono inadatti a svolgere qualunque attività superiore - con l’eccezione di alcune riunioni di lavoro a cui contribuiscono principalmente con dilatazioni delle narici per reprimere gli sbadigli. Corollario: gli esseri umani si accoppiano solo con esponenti della categoria opposta a quella di appartenenza.

 

- Dire di avere introiettato una sveglia biologica, per cui tutti i giorni, sabati e domeniche comprese, si spalancano gli occhi alla stessa ora. Di seguito specificare che durante le vacanze ci si mette un paio di settimane a disinnescare questo automatismo. Convenirne. (Vedi seguente)

 

- Dire di svegliarsi tre minuti prima dell’ora programmata per evitare la sveglia stessa. Solidarizzare con il nevrotico.

 

- Interrogarsi sullo sconcertante fenomeno fisico in base al quale il vicino di casa ogni mattina riesca a sbrandare l’intero condominio con il bip-bip della sua sveglia elettronica senza svegliarsi.

 

- Quelli che non si svegliano neanche con i cannoni. Invidiare. Utilizzare sempre cannoni, a esclusione di ogni altro ordigno esplosivo.

 

- Constatare come le ore mattutine del weekend esercitino un misterioso influsso sulla psiche femminile. Durante il fidanzamento la donna tende a indugiare nel letto, riemergendo poco a poco dalle brume del sonno, ma non appena diviene moglie, il risveglio è caratterizzato dall’impetuoso bisogno di recarsi all’Ikea con il compagno. Dolersene.

 

- Stigmatizzare quegli individui che alle prime luci dell’alba, sono già abbigliati da jogging, hanno già fatto colazione, eventualmente hanno anche già pascolato il cane, e scalpitano per l’impazienza di fare un migliaio di cose preventivamente elencate. Sostenere che un paese civile dovrebbe prevedere speciali riserve dove tali individui potessero vivere liberamente in compagnia dei propri simili senza flagellare la popolazione non portatrice dell’orribile morbo.

 

- I bambini che all’alba si gettano festosi nel lettone dei genitori in compagnia del labrador sono una perversa idealizzazione della pubblicità. Battersi affinché tali situazioni siano espressamente vietate dal giurì della pubblicità perché presentano uno stile di vita distorto e socialmente pericoloso.

 

- Durante la fase nascente di un rapporto essere ossessionati dall’alito importante che talvolta magicamente si manifesta nei momenti successivi al risveglio. Se il rapporto si consolida, solitamente, l’ossessione svanisce.

 

- Aborrire le radiosveglie che suonano ogni giorno la stessa canzone. I cinefili possono citare “Il giorno della marmotta”.

 

- “Svegliati e scrivi un messaggio a una o più persone a cui tieni, augura loro una splendida giornata, fai loro un in bocca al lupo se necessario, esprimi il tuo affetto...” (Da “8 consigli per fare il pieno di energia al risveglio” di un sito di benessere e crescita personale di cui taciamo il nome per pietà).

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