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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

I tabù

Nonostante l'evoluzione dei costumi ne resistono alcuni incrollabili. Meglio sapere cosa dirne.

27 Marzo 2015 alle 06:18

I tabù
- Fare sesso con l’ex di un’amica è proibito. Se richieste di motivare questo convincimento, addurre ragioni fumose e tribali, quindi concludere che è no e basta.

 

- In gioventù avere avuto la precisa consapevolezza che una storia stava per finire la volta che lei ha spezzato gli spaghetti prima di buttarli nell’acqua e al vostro trattenuto grido di orrore ha detto: “Così si cuociono prima. E, poi, quando sono giù è uguale”.

 

- I desktop del computer dovrebbero essere sempre assai sobri, specialmente quelli dell’ufficio, ma almeno evitare gli autoritratti in spiaggia.

 

- Farsi cogliere a darsi un’aggiustatina dall’interno delle tasche dei pantaloni è giusta causa per rimettere in discussione una relazione anche consolidata. Convenirne.

 

- Deplorare le sopracciglia ad ali di gabbiano in un uomo e, in generale, tutti gli uomini che hanno meno peli della donna con cui escono.

 

- Scrivere in un post di Facebook lo spoiler di una serie tv giunta alla sesta stagione per fare il simpatico è un atto di pura malvagità. Tuonare contro.

 

- Uscire alle nove di sera perché ci si è improvvisamente ricordati di dover comprare un quotidiano che ha un articolo di politica estera di enorme interesse, è un modo puerilmente goffo di comunicarle che si sta andando a telefonare all’amante. Astenersene.

 

- Ancorché sia molto comodo, rapido ed efficace, lasciare una donna via mail, sms o qualunque altro mezzo tecnologico, incluso il post-it, assicura il disprezzo imperituro. Dolersene. Per ricordarsi perché non farlo, rivedere l’opportuno episodio di “Sex and the city”.

 

- Andare a pranzo con la propria ex con la quale è tutto finito richiede grande sensibilità, giacché implica decidere se sia meglio tacerlo all’attuale fidanzata, così che quando lei lo scoprirà si incazzerà come un giaguaro, o dirglielo subito, così che lei si incazzi come un giaguaro all’istante. Avere cura di scegliere il giaguaro più piccolo.

 

- Rispondere sempre al telefono alla mamma, anche se in quell’istante sono appena stati scolati gli spaghetti: se lo fa lui, lei può stigmatizzare il mammismo; se lo fa lei, lui può chiudersi in un mutismo ostile e rispondere “ah-ha” anche a domande che richiederebbero un sì o un no.

 

- Fare telefonate al ginecologo/andrologo nell’open space: evitare.

 

- Qualunque uso degli stuzzicadenti va abolito. Valutare se abolire l’oggetto in quanto tale. Convenirne.

 

- Osservare che dopo i settant’anni in molti individui subentra l’allarmante tendenza a perdere qualunque tipo di censura nella conversazione. Chiosare che i vecchi spontanei e irrituali sono deliziosi solo nei film: nella vita sono una iattura da scongiurare con gli psicofarmaci.

 

- Ancorché raccontare con ilarità alle amiche della volta che vostro figlio se l’è fatta addosso in seconda elementare sia l’acme dello splendore sociale, in presenza del figliolo ormai adolescente, astenersene. Sempre.

 

- Controllare il telefonino del/della partner alla ricerca di sms dell’amante è una forma di masochismo quantico, poiché è proprio l’atto di controllare che fa apparire le corna. Ergo: astenersi. Se li contesto lo consente, citare il gatto di Schrödinger.

 

- Dopo i diciotto anni, indipendentemente da quanto rapida sia l’evoluzione della serata, al primo appuntamento è altamente sconsigliabile estrarre dei condom dalla tasca interna della giacca. Meglio informarsi per tempo dell’ubicazione delle farmacie di turno in zona o, al limite, rimandare al secondo appuntamento. Convenirne.

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