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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

Accumulatori dissipatori

Più che due modi di fare le cose, due weltanschauung opposte. Che – talvolta – coabitano

13 Marzo 2015 alle 06:18

Accumulatori dissipatori

- Non sapere più dove mettere i libri. Annuire comprensivamente. (Vedi seguente)

 

- Lamentarsi che i libri siano andati fuori ordine nell’ultimo trasloco e, quindi, quando se ne cerca uno si fa prima a ricomprarlo. Chic.

 

- Avere avuto una fidanzata che periodicamente buttava via qualunque indumento non fosse stato indossato da oltre un anno. Non avere più quella fidanzata, ma neanche quella giacca verde che ora sarebbe di gran moda. Dolersene.

 

- Secondo una legge non ancora formalizzata della fisica, le scarpe sono sempre molte di più di quante ne contengano le scarpiere, indipendentemente dal numero di queste ultime.

 

- Amare le case minimamente arredate suggerisce una natura spirituale, bisognosa di grandi spazi per prosperare. Valutare se dire “Less is more” con aria ispirata. In quest’ultimo caso assicurarsi di citare Mies van der Rohe e non la Apple.

 

- Avere avuto un papà animato da una dissennata passione per i piccoli elettrodomestici inutili, come la grattugia formaggio industriale o il tagliapatate elettrico, che dopo il rito di prova restavano rigorosamente inutilizzati, costringendo la mamma a spostarli subdolamente in zone vieppiù periferiche della cucina, fino a tumularli in un ripiano alto dello sgabuzzino.

 

- Cercare inutilmente di regalare centinaia di cassette VHS ad amici, ricevendone soltanto rifiuti costernati. Dolersene.

 

- Elogiare gli ebook reader e gli hard disk multimediali che consentono di accumulare immani quantità di libri e film sollevando dalla necessità di leggerli o vederli.

 

- Tutte le donne sono autorizzate a sognare una cabina armadio come quella di Carrie quando va a vivere con Mister Big. Convenirne.

 

- Utilizzare i traslochi per disperdere gli oggetti accumulatisi negli anni, rivela uno stile di vita dinamico e un superiore distacco dalla materialità. Très chic.

 

- Parlare di disposofobia lascia intendere vasta cultura. Mai spiegare che cosa sia a meno che non venga esplicitamente chiesto.

 

- Avere le mani bucate fa figo e implica un’indole esuberante e creativa. Di seguito, teorizzare il vivere al di sopra delle proprie possibilità. Controteorizzare il morire al di sopra delle proprie possibilità; in questo caso valutare se citare Oscar Wilde.

 

- Conservare automobiline di quando si era bambini rivela un animo poetico e fanciullesco, assai apprezzato in società, salvo dalla donna che si sta per sposare.

 

- Le signore sono autorizzate a conservare una bambola di quando erano bimbe. Più di una fa film dell’orrore. Evitare.

 

- Ricordare che i vostri genitori quando uscivano da una stanza spegnevano sempre la luce. Di seguito arabescare a braccio sulla superficialità delle nuove generazioni, dissipatrici perché viziate dall’abbondanza.

 

- Tuonare contro quelli che guardano le foto solo sul computer. Rimpiangere le vecchie scatole di metallo/cartone, che occupavano spazio, è vero, ma quanto era più poetico aprirne una e trovarci fotografie di quarant’anni fa. Eventualmente stigmatizzare un’epoca che rischia di non lasciare tracce di sé, cancellata dall’obsolescenza digitale. Argomentare pro e contro a casaccio.

 

- Evitare volutamente Facebook perché si butta via un sacco di tempo a leggere cazzate. (Vedi seguente)

 

- Da anni non avere più la tv e avere scoperto che in questo modo si ha molto più tempo a disposizione. Indagare cosa si faccia nel tempo guadagnato: evitare.

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