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Come fare bella figura senza necessariamente sapere quel che si dice

La notte

Vi trascorriamo metà della vita, ne hanno parlato letterati di ogni sorta e vi abbiamo a che fare ogni giorno. Come non dire anche la vostra?

9 Gennaio 2015 alle 06:30

La notte

- Tenera è.

 

- Preferirla al giorno lascia immaginare un ricco mondo interiore. Chi svolge un’attività creativa dica senz’altro che è l’unico momento in cui riesce a lavorare bene.

 

- Se anagraficamente adeguati si può canticchiare qualche strofa de “La notte” di Salvatore Adamo. Se nessuno ricorda chi sia Salvatore Adamo, l’effetto è maggiore e qualifica il conoscitore di cultura popolare.

 

- “La notte” di Antonioni: citarla. Non è indispensabile averla vista. Basta solo dire quanto fosse bella Monica Vitti.

 

- Ci sono notti che non accadono mai. (Alda Merini)

 

- Era una notte buia e tempestosa. (Alexandre Dumas-Snoopy)

 

- Se capita di trovarsi all’aperto sotto un cielo stellato non mancare di fare commenti sull’immensità dell’universo.

 

- L’insonnia è chic. (Vedi seguente)

 

- Dire di dormire pochissime ore per notte suggerisce una mente attiva, dinamica e in perpetua effervescenza. Se qualcuno lo fa, captare la benevolenza del prossimo replicando che senza le vostre sedici ore di sonno siete dei grandi invalidi.

 

- Il modo peggiore di impiegare la notte è addormentarsi sul divano davanti a dei pessimi programmi televisivi. Convenirne e specificare di non possedere un televisore da trent’anni proprio per questa ragione. (Vedi seguente)

 

 - Gli unici programmi interessanti li fanno alle tre di notte. Convenirne.

 

- Affermare che la notte si dorme e basta suggerisce una rocciosa, solida personalità refrattaria ai tormenti pseudoesistenziali. Detta in presenza di neodivorziate da intellettuali può rivelarsi assai redditizia.

 

- Fare il portiere di notte è un must per giovani intellettuali, come insegnano la cinematografia e la letteratura popolare. Gli intellettuali adulti, se non famosi, invece, sono soggetti narrativamente meno stimolanti.

 

- Osservare che i mestieri notturni emanano un’aura poetica: taxista, portiere di notte, metronotte, panettiere ecc. Di seguito non mancare di chiosare con piglio filosofico che chi li fa sviluppa un modo del tutto diverso di relazionarsi con la realtà.

 

- Preferirla per tutto tranne che per fare l’amore. Da dire per épater le bourgeois o rianimare un party un po’ mogio.

 

- Sempre da trascorrere leggendo fino a ore impossibili.

 

- Non appena una coppia dichiara di aspettare un bambino, comunicarle che per i prossimi sei anni non ne dormirà più una intera. Evitare di farsi cogliere a esultare per la gioia di essersi vendicati di quando lo hanno detto a voi.

 

- La notte bianca: ricordarla solo per il blackout del 2003. Valutare se osservare con tono strisciantemente polemico che a Milano è durato un paio d’ore mentre a Roma più di dodici.

 

- Detestare quella della taranta perché la pizzica è una palla. Convenirne.

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