cerca

Le proprie zone oscure

Quando non ci vedono, facciamo e pensiamo cose che siamo prontissimi a stigmatizzare negli altri. Ecco allora qualche suggerimento per trattare con eleganza le proprie zone oscure.

25 Luglio 2014 alle 06:05

Le proprie zone oscure

Inutile far finta che non sia così. Quando non ci vedono, ci abbandoniamo al lato oscuro della forza. Facciamo e pensiamo cose che siamo prontissimi a stigmatizzare negli altri. Ecco allora qualche suggerimento per trattare con eleganza le proprie zone oscure.

 

- Divertirsi a fare apposta cose che se vedeste fare da altri vi farebbero inorridire, dà un brivido di piacere luciferino difficile da confessare, ma assai appagante. Convenirne. Valutare se portare alcuni esempi.

 

- Mettersi le dita del naso in pubblico approfittando dell’istante in cui nessuno guarda dalla vostra parte. Quando si ha la sensazione di esserci riusciti, goderne pazzamente.

 

- In inverno guidare nel traffico cantando a squarciagola fino a farsi venire la raucedine un pezzo rap dai testi sessualmente molto espliciti. Di tanto in tanto essere colti dal fugace sospetto che gli altri automobilisti possano avervi sentito nonostante i finestrini chiusi: il bello è proprio questo.

 

- Lavarsi con particolare cura in vista di un appuntamento suscettibile di sviluppi galanti e durante le abluzioni sorridere della propria stessa miserabilità. Nondimeno prolungare la toilette. (vedi seguente)

 

- Valutare attentamente se portarsi o meno i profilattici a un’uscita a cena. Alla fine decidere di soprassedere, onde non rivelare secondi fini, ma avere imparato a memoria l’ubicazione di tutte le farmacie notturne nel raggio di dieci chilometri da casa sua e da casa vostra. Deplorevole ma pragmatico.

 

- Non resistere a controllare gli sms del cellulare del/la partner, dimenticato sul tavolino del soggiorno. Quindi, allorché si realizza che non v’è nulla di losco, vergognarsene terribilmente. Giurare di non confessare mai a nessuno, neppure a se stesso/a di averlo fatto. Alla prima occasione altrettanto ghiotta rifarlo. Continuare ad libitum fino a trovare qualcosa di losco, quindi lasciare il/la partner e stigmatizzare il tradimento della fiducia.

 

- Esercitare il voyeurismo al quadrato sbirciando nella cronologia dei computer dei colleghi alla ricerca di visite a siti porno. Riprovevole se lo si fa da soli, accettabile se lo si fa convivialmente con goliardia.

 

- Non resistere al piacere di regredire allo stadio prepuberale facendo le bolle ogni volta che ci si trova immersi in una vasca da bagno. In una piscina pubblica valutare di volta in volta.

 

- Solitamente, confessare di coltivare alcuni vizi nel segreto del proprio animo riscuote grande solidarietà. Per esempio, ammettere di essere divorato dall’invidia per il successo dei vostri conoscenti posiziona come persona provocatoria e decisamente antiretorica, con evidenti benefici ritorni per la propria immagine sociale. Effettuare variazioni su lussuria, avarizia, accidia.

 

- Avere invidiato profondamente la disinvoltura di alcuni compagni di liceo che sapevano cantare tutta “La vie en rose” ruttando. Non avere mai trovato il coraggio di imitarli, ancorché nel bagno foste riusciti a  dare vita a una discreta esecuzione di “Stayin’ alive”. Dolersene.

 

- A distanza di tempo apprezzare la severa educazione comminatavi poiché con essa è venuto l’impagabile senso dalla profanazione, ancorché i vostri educatori non l’abbiano mai neppure sospettato.

 

- Negli anni dell’adolescenza avere biecamente approfittato di svariate ragazze, recitando loro interi monologhi tratti parola per parola da libri o film che eravate certi loro non avessero, né avrebbero mai visto o letto. Al ricordo provare ancora una curiosa forma di orgoglio.

 

- Ricordare quando da adolescente avete dato il vostro numero di telefono a una ragazza che ve l’aveva chiesto, sostituendo l’ultima cifra, perché della ragazza non vi importava nulla, ma eravate gratificati dal fatto di piacerle. Vergognarsene ancora oggi nonostante i decenni trascorsi.

 

- In ascensore con una bella donna formulare artatamente pensieri pornografici per verificare se la telepatia esiste davvero.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi