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Restiamo amici

Almeno una volta nella vita ce lo siamo sentito dire tutti. E, probabilmente, qualche volta lo abbiamo anche detto. Atto di civiltà o suprema ipocrisia? Comunque la pensiate, eccovi alcuni concetti precotti da snocciolare se qualcuno dice "Almeno restiamo amici".

6 Giugno 2014 alle 00:00

Restiamo amici

- Formula usurata. Proporre come alternativa un più autentico: “Almeno disprezziamoci”.

- Far partire un pippone di svariati minuti sul significato sotteso ad almeno, come se l’amicizia fosse qualcosa di meno prezioso. Quindi affermare di non volere intrattenere rapporti di amicizia con una persona che ne ha un concetto così riduttivo. Allontanarsi con la dignità di Maria Stuarda diretta al patibolo prima di scoppiare a piangere.

- Essere delle sincere democratiche e perciò sostenere la necessità di restare amici dei propri ex. Tuttavia se lui va a prendere un caffè con una con cui era fidanzato alle medie incazzarsi come un puma.

- Ai primissimi posti nella classifica dei classici dell’ipocrisia, insieme a: “Ti lascio perché ti amo troppo”, “Ti lascio perché non ti merito”, “Non sei tu che non vai bene, sono io che sono sbagliato/a”.

- Sostenere che gli uomini non restano mai veramente amici delle loro ex, bensì le tengono in un’area di parcheggio mentale a lungo termine, perché non si sa mai, magari quella sera lì è su di giri…

- Chiedere alle amiche la loro opinione sul fatto che continuiate a frequentare un vecchio fidanzato e osservarle dividersi in due partiti: il primo che sostiene “allora tanto vale tornarci insieme” e il secondo del parere che “è proprio a causa dell’ex fidanzato che non ne trovi un altro”. Smontare minuziosamente entrambe le tesi.

- Un ex fidanzato di un’amica, anche se e rimasto amico, è comunque tabù. Se richieste di addurre delle [**Video_box_2**]motivazioni comprensibili concludere che è così e basta.

- Lasciarsi dicendo “Almeno restiamo amici” è causa sufficiente per troncare definitivamente ogni tipo di rapporto. Valutare se usare la formula a questo scopo.

- Ritenere indispensabile salvaguardare un rapporto d’amicizia con l’ex: se si è amato quel sentimento non può sparire nel nulla, poiché ha contribuito a fare di voi quel che siete. Se poi però lo/la si incrocia per strada cercare di mimetizzarsi tra la folla e cambiare marciapiede.

- Confrontarsi con gli amici allo scopo di realizzare un modello matematico teso a capire se il momento in cui si smette di fare gli auguri di buon compleanno alla propria ex arrivi prima o dopo, secondo che si sia stati lasciati o si abbia lasciato.

- Frequentare la propria ex in adamantino spirito di amicizia, ma non dirlo all’attuale fidanzata per evitare di suscitarne la gelosia. Quindi cercare di spiegare l’impossibile nel momento in cui si viene scoperti. Effettuare un sondaggio fra gli amici per verificare quanti lo abbiano fatto.

- È possibile restare amici del proprio ex, ma solo dopo un po’. Non quantificare.

- Se lei ve lo dice, rilanciare immediatamente l’ipotesi in cui si resti nemici ma si continui a scopare come cinghiali. Quindi aprire una trattativa per giungere a una mediazione in cui si resti conoscenti con sporadici interludi sessuali.

- Loico cartesiano: sostenere che non vi sia alcuna ragione valida per diventare amici di qualcuno di cui non si è mai stati amici prima e che per di più in questo momento vi sta causando un’atroce sofferenza.

- Se lei ve lo propone, smascherarla immediatamente chiedendole di presentarvi la sua coinquilina.

- Se lui ve lo propone, coprirlo all’istante di vituperi. Valutare se versargli un bicchiere di vino in testa.

- ‘Ti lascio, ma restiamo amici’ è un po' come dire ‘Il cane è morto, ma possiamo tenerlo’. (Trovata su Facebook)

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