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Le liste

Tutti ne facciamo. Spesso per bisogno; qualche volta per ossessività; altre volte per puro piacere elencatorio, come Don Giovanni con il suo catalogo. Comunque sia, il Manuale di questa settimana vi spiega quali luoghi comuni smerciare quando si parla di liste.

20 Dicembre 2013 alle 00:00

- Postare su Facebook i dieci salvagocce più efficaci, i dieci maglioni più assurdi, i dieci spazzolini per il water più scomodi e così via. Più il soggetto è irrilevante, più la classifica è chic.

- Elencare i cinque cartoni animati più amati della vostra infanzia e confrontarli con quelli degli amici. Ideale per rianimare dei dopocena sottotono.

- Coltivare il feticismo della lista della spesa. Non resistere a leggere quelle altrui rinvenute nei cestelli del supermercato.

- Lamentarsi di dimenticare sempre l’ultimo elemento di un elenco di sette: il settimo nano, il settimo peccato capitale, il settimo re di Roma. Aprire dibattito sul perché proprio il settimo elemento sia il più difficile da ricordare. Avanzare ipotesi improbabili.

- Cercare di elencare i propri ex con le amiche e trovarne sempre almeno uno di cui non si ricorda se venga prima o dopo un altro. Contestualmente stabilire se uno possa essere considerato ex anche nel caso di un'unica rapida sgroppatina sul canapé.

- Tappezzare il frigorifero di elenchi di cose da fare. Valgono post-it, biglietti attaccati con i magneti e appunti scritti con i pennarelli magici. Più sono, più si suggerisce l'impressione di vivere in una famiglia felice e attiva.

- Ricordare i nomi delle Alpi con la nota formula "Ma con gran pena le reca giù". Ignorare irrimediabilmente dove si trovino le Lepontine.

- Al liceo avere evitato con cura di leggere Gargantua e Pantagruele, tranne la parte in cui Panurge dà del coglione a Fra’ Giovanni in 169 modi diversi.

- Avere un amico con la passione delle liste che, tra le altre, ha redatto quella dei comuni con i nomi più lunghi e più corti. Nella prima categoria vince a mani basse Krungthepmahanakhon Amonrata-nkosin Mahintharayutthaya Maha-dilokphop Nophosin Ratcha-thaniburirom Udomrathaniwetma-hasa amonphiman a-watansathit Sakkathatiya Witsanukamprasit, nome in extenso dell’antica e nobile città di Bangkok. Nella seconda, imbattibili Å (Norvegia) e Y (Francia). Se si riesce a impararli a memoria l’effetto è assicurato.

- Posiziona come sagaci polemisti prendersela con il primo che cita i cinque continenti, sostenendo sdegnosamente che la discriminazione nei confronti dell’Antardide è semplicemente inammissibile.

- Fare le classifiche di qualunque cosa come il protagonista di "Alta fedeltà" di Nick Hornby lascia immaginare buone letture.

- Ricordare come da bambino - accidentalmente praticante, ma intimamente laico - si temesse il mese di maggio, poiché ciò comportava il rosario. Dello sterminato elenco degli appellativi di Maria rammentare solo Regina della pace, perché significava che la fine era prossima.

- Elencare le città che hanno ospitato le Olimpiadi moderne, ma non riuscire a risalire oltre Roma 1960. Nondimeno sparare città e anni a caso.

- Le coppie che stanno insieme da molti anni possono utilmente elencare i viaggi fatti insieme. Lo splendore sociale è riuscire a litigare davanti agli amici su che paese si sia visitato nel 1991.

- Maledire Microsoft Words ogni volta che si cede alla tentazione di fare un elenco e, al primo a capo, il computer ridistribuisce il testo alla cazzo.

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