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I cinquant'anni

Prima o poi arrivano. Quasi sempre. E, vista l'alternativa, è meglio così. Nondimeno la cosa comporta qualche inconveniente. Ecco perché non potete mancare la puntata di questa settimana del Manuale, se volete sapere cosa dire quando si parla dei cinquant'anni.

13 Dicembre 2013 alle 00:00

- Non c'è più la mezz'età. Convenirne.

- Dire che i cinquant’anni di trent’anni fa corrispondono ai settanta di oggi.

- Chiedersi come sia possibile che la presbiopia si aggravi sempre più rapidamente di quanto si riesca ad adeguare gli occhiali.

- Tentare di individuare il giorno esatto in cui parti del proprio corpo che fino a poco prima non si sospettava neppure di avere sono entrate nella conversazione.

- Essersi resi conto di averli compiuti il giorno che ci si è scoperti interessati a quanto paga di affitto un conoscente.

- Dire che dentro si è rimasti un diciottenne. Pénible.

- Scoprirsi con orrore a desiderare che certe serate si concludano senza implicazioni sessuali.

- Teorizzare che a quest'età nei rapporti si sia molto selettivi non, come si crede comunemente, perché si diventi più esigenti, bensì perché si sviluppa una sorta di percezione extrasensoriale che in un nanosecondo visualizza tutte le successive fasi della relazione, per cui la maggior parte delle volte si finisce per lasciar perdere.

- Pronunciare frasi del tipo "I giovani non conoscono nulla e non gli importa neanche di conoscerlo", quindi chiosare che quando si dicono cose così significa che si sta invecchiando. Constatare dolorosamente come la consapevolezza autocritica non serva comunque a rallentare la senescenza.

- Non riuscire neppure a immaginare di poter indossare abiti che lascino scoperta la pancia. Nemmeno in estate.

- In società stigmatizzare quei cinquantenni che si fidanzano con delle ventitreenni. Nel proprio intimo non esserne veramente convinti.

- Notare come i cantieri stradali improvvisamente siano diventati interessantissimi.

- Nonostante si possieda una Jaguar, circolare solo con la Panda per evitare di passare per un cumenda. Dare la versione ufficiale che lo si faccia per rispetto di quelli che, a causa della crisi, faticano ad arrivare a fine mese.

- Scoprire nello sguardo della propria compagna da vent’anni una luce di quieta ironia quando in presenza di terzi si fa i fighi. Essere combattuti tra una sconfinata tenerezza e la voglia di strangolarla.

- Guardare le proprie foto di cinque anni prima, poi quelle di dieci anni prima, poi quelle di quindici anni prima e constatare che c'è sempre un punto in cui comincia a fare male.

- Riprovare quei metrosexual che trascorrono davanti allo specchio più tempo delle loro compagne. Avere questo pensiero ogni volta che finisce la crema idratante per il contorno occhi.

- Chiamare la propria coppia di bassotti Climaterio e Menopausa. Vanamente esorcizzante. Evitare.

- Avere scoperto recentemente che dopo i primi anni di vita i neuroni non si riformano più, quindi tentare una stima di quanti miliardi se ne siano già mandati in fumo.

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