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I classici

Tutti li citano, ma quasi nessuno li conosce veramente. Nondimeno alcuni li adorano e altrettanti li trovano pallosissimi. Comunque la pensiate, eccovi qualche bel concettino da rivendervi al più presto sui classici.

15 Novembre 2013 alle 00:00

- Non passano mai di moda. Mainstream, ma sempre valida.

- Citarli in lingua originale attesta solida tempra da umanista, tuttavia sorvegliare la pronuncia: se si hanno spiccati accenti regionali evitare impeccabili, ma dissonanti, inserti oxoniani o parigini.

- I russi sono quelli meno letti di tutti. I greci avevano già detto tutto. Gli italiani sono una palla. Convenirne.

- Dostoevskij non va mai letto, ma solo riletto.

- Aver letto un classico (uno qualunque) e averlo trovato modernissimo, come se fosse stato scritto oggi.

- Un classico è qualcosa che tutti vorrebbero aver letto ma che nessuno vuole leggere. (Mark Twain)

- Il tubino nero di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany: un classico senza tempo.

- Dire che “classico” è la parola con il più ampio spettro semantico della lingua italiana, giacché si adatta a Tucidide, come a un paio di jeans con una t-shirt. Notazione linguistica che suggerisce sensibilità culturale e propensione alla speculazione intellettuale.

- “Il piccolo principe” ha rotto le balle. Soprattutto il capitolo della volpe.

- Commentare un celebre scritto di Calvino sul perché leggere i classici, chiosando che il grande scrittore ha dimenticato di dire che un classico è un libro che ti mette comunque a disagio: se non lo hai letto ti senti in colpa, se lo hai letto e lo citi, te la tiri, se lo hai letto e non ne parli, che cosa l’hai letto a fare?

- Chiedersi con aria blasée chi si ricorderebbe di La Rochefoucauld se non avessero inventato i Baci Perugina.

- La scuola te li fa odiare. Convenirne, ma anche, contestualmente, riscoprire con piacere da adulti quei testi che si erano odiati da ragazzini.

- Avere riletto “I promessi sposi”, che a scuola si aveva odiato, e averlo trovato fantastico. Se, però, si è notoriamente intellettuali di vaste e indiscriminate letture si può anche averlo ritrovato una palla micidiale.

- La corazzata Potemkin non è una cagata pazzesca. Chic.

- Abitare case infestate dall'Ikea, ma con un unico pezzo di design di Alvar Alto a cui non si rinuncerebbe per tutto l'oro del mondo.

- I romanzi classici emanano un forte potere di seduzione. Tenerne sempre uno sul sedile posteriore della propria auto, perché prima o poi potrebbe venir buono.

- Sgualcire sempre un po’ un classico prima di leggerlo. Compulsare le edizioni vecchie, meglio se fuori commercio. Insuperabile l'antica BUR con le copertine grigie e i nomi italianizzati: Onorato Balzac, Emilio Zola, Tommaso Hardy.

- Di un autore classico ignorare ostentatamente le opere principali, ma adorare quelle sconosciute. Per esempio, di Stendhal disinteressarsi de “Il rosso e il nero”, ma trovare straordinario l’incompiuto “Lamiel”. Il massimo è riuscire a riesumare autori oggi praticamente dimenticati, ma pochi decenni fa di universale successo. Un per esempio per tutti: Rafael Sabatini, autore dei celeberrimi "Scaramouche" e "Capitan Blood". Ovviamente non è necessario averli letti.

- Tesi provocatoria, storicista e fuori dal coro. È solo questione di pazienza, ma un giorno anche i libri di Federico Moccia saranno considerati dei classici per la loro capacità di rispecchiare il momento storico.

- Ho seguito un corso di lettura veloce. Ho letto tutta Guerra e pace in mezz’ora. È un libro sulla Russia. (Woody Allen)

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