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Arrivare in ritardo

Che si tratti di colloqui di lavoro importantissimi o di appuntamenti galanti con la Bellucci, ci sono quelli che non riescono proprio a evitarlo e quelli che per evitarlo esagerano in senso opposto. Che apparteniate alla prima o alla seconda categoria, eccovi qualche giudizio tranciante sull'arrivare in ritardo.

4 Ottobre 2013 alle 09:46

- Denota mancanza di rispetto. Convenirne convintamente.

- Per certe persone è una questione genetica.

- Esecrare quelli che riescono a uscire cinque minuti dopo l’ora dell’appuntamento e che poi si stupiscono del ritardo.

- Sostenere che è un concetto geograficamente connotato: a Milano dieci minuti è già ritardo, a Roma fino a mezz’ora è puntualità. Il concetto è decisamente vieto, ma si può smerciarlo ugualmente dicendolo con grande autorevolezza.

- Stigmatizzare quelli che ti chiamano per dirti che arriveranno con cinque minuti di ritardo e poi arrivano quaranta minuti dopo, perché non hanno neppure il coraggio di essere apertamente ritardatari.

- La vita del puntuale è un inferno di solitudini immeritate. (Stefano Benni)

- Non mancare mai di chiedere come si facesse a darsi appuntamento prima dell’avvento dei cellulari. Un classico.

- Lamentarsi che per evitare di arrivare in ritardo si finisce per arrivare mezz’ora prima.

- Sostenere che è un modo inconscio ed egocentrico di sottintendere che se mi aspetti, vuol dire che mi vuoi bene. Ribattere che è psicologia un tanto al chilo lascia intendere un approccio esistenziale pragmatico e alieno alle cerebralità.

- Mettere l’orologio avanti di dieci minuti, ma tradurre sempre l’ora indicata in quella reale e quindi arrivare in ritardo lo stesso.

- Magnificare il Tom Tom, ma attribuire il ritardo alla difficoltà di trovare il parcheggio. Usurata.

- Le scorciatoie sono la via più breve per arrivare in ritardo. Convenirne.

- La puntualità è la ladra del tempo. (Oscar Wilde)

- Le chiavi sono animate da una volontà dispettosa che le induce a mimetizzarsi con la casa non appena hanno la sensazione che si sia in procinto di uscire.

- È una legge non scritta dell’informatica che quando si è ritardo il computer triplica il tempo necessario a copiare un file.

- Chiedere perché i treni arrivino sempre in ritardo di venticinque minuti mentre il rimborso si può chiedere solo dal trentesimo minuto.

- Ricordare con nostalgia di avere trascorso tutta la gioventù a essere preda del panico ogni ventinovesimo giorno.

- Se qualcuno sentenzia “Meglio tardi che mai” domandare “Perche citi Tito Livio?” fa sempre un figurone.

- Tanti auguri. Lo so che il tuo compleanno era ieri, ma ieri non mi sono collegato a Facebook. Evitare. Squallido.

- Per una donna molto bella arrivare con oltre mezz’ora di ritardo senza passare per stronza è praticamente impossibile. (Bette Davis

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