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Le manie

Ciascuno ha la propria. Qualche volta più d'una. Innocente abitudine o sinistra ossessione? Razionalisti hegeliani o professionisti dello scongiuro, non mancate di dire la vostra, e la nostra, quando si parla di manie.

12 Luglio 2013 alle 00:00

- Confessarne qualcuna umanizza.

- Gli attori ne sono pieni. Convenirne.

- Fare sottili distinguo tra manie e superstizioni attesta vigore speculativo e solida tempra intellettuale.

- Gareggiare per chi riesce a raccontare la mania più divertente.

- Gli uomini si lasciano andare di meno a esporre la propria intimità, generalmente raccontano fatti poco compromettenti - per esempio, sono ossessivi nel fare la valigia o indossano solo mutande nere - le donne, invece, si mettono maggiormente in gioco e confessano, che so, di annusare i propri calzini ogni sera prima di andare a letto. Dissertare a braccio sui condizionamenti culturali di genere.

- Interrogarsi su quale pulsione spinga certi italiani a riempire la propria auto di ninnoli incresciosi: ciondoli appesi allo specchietto, adesivi con battute pseudospiritose affissi al paraurti ecc. In netto ribasso i cuscini di maglia nel lunotto; praticamente estinti i cagnolini dalla testa oscillante. Accumulare considerazioni sociologiche alla carlona.

- Durante una cena sociale ravvivare la conversazione languente improvvisando un sondaggio per rilevare quanti dei presenti abbiano rubato un asciugamano in hotel.

- Qualora se ne presenti l'occasione non resistere alla tentazione di perquisire il bagno degli amici alla ricerca di prove del furto reiterato negli hotel dei flaconcini di shampo, balsamo e bagnoschiuma.

- Sostenere di controllare ripetutamente di avere chiuso il gas, finendo così per aprirlo credendo di averlo chiuso: evitare, cliché. Se qualcuno lo fa ugualmente, suggerire un pronto ricorso agli psicofarmaci.

- Aborrire le proposte di matrimonio al ristorante. Massimamente quelle, mestissime, con immersione dell'anello nella flûte di champagne.

- Possedere duecento classici della letteratura mondiale tutti rilegati uguali in finta pelle ed esporli nel salotto senza averne mai letto alcuno. Dichiarare intrepidamente che l'importante è averli a portata di mano, casomai si provasse l'irresistibile impulso di leggere Il rosso e il nero o analogo.

- In una buona metà dei film che narrano i turbamenti di donne intellettuali - solitamente interpretate da Valeria Bruni Tedeschi o Laura Morante - la protagonista cammina evitando di calpestare le fughe del pavimento. Anche se si ha la stessa mania, astenersene rigorosamente per scongiurare il rischio del trash.

- In un luogo affollato identificare il maggior numero possibile di signori che si riordinano i genitali dall'interno delle tasche dei pantaloni. Eventualmente organizzare tornei con gli amici.

- Riviste di gossip alla mano, citare l'inusuale mania di Demi Moore che, subito dopo il divorzio da Bruce Willis, si faceva clisteri di caffè, nella convinzione fossero disintossicanti, antiossidanti, in grado di rendere la pelle più levigata e di contrastare l'insorgere delle rughe. Non dimenticare di dire che pare abbia smesso solo dopo aver cominciato a uscire con un toy boy. Astenersi da facili trivialità.

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