cerca

Il corteggiamento

Lo si pratica da sempre, ma ultimamente se ne parla meno. Tuttavia, sapere come comportarsi in materia è sempre utile. Che siate dei romantici vecchio stampo o dei disinvolti farfalloni contemporanei, ecco allora cosa dire quando si parla di corteggiamento.

5 Luglio 2013 alle 00:00

- Non si usa più. Obiettare che non passa mai di moda, cambiano solo i modi.

- Una lettera come quelle di una volta, con carta e stilografica, fa sempre il suo effetto e denota profondità d’animo e delicatezza di spirito. Due lettere: soggettone* da fuggire a gambe levate. 

- Scartare a priori tutti quelli che vi abbordano in un locale pubblico con una frase a effetto, anche se di buona fattura.

- Il bel tenebroso che parla poco ha sempre il suo fascino. Convenirne. Accertarsi entro un ragionevole lasso di tempo che sia una scelta esistenziale e non mancanza di argomenti.

- Sostenere che il segreto per affascinare una donna sia farla ridere. Tuttavia ricordare come in gioventù l’oggetto dei vostri desideri ridesse con voi e poi si accompagnasse con individui del tutto privi di senso dell’umorismo.

- Apprezzare l’uomo vecchio stampo che, dopo un corteggiamento di durata congrua, sa quando passare all’azione. Esecrare i tiramolla che fanno un passo avanti e due indietro.

- Alla fine è sempre la donna che sceglie.

- Citare versi di poeti contemporanei comporta l’onore della prova. Se non si conoscono almeno tre estratti di poesie dello stesso autore, astenersi.

- Segare tutti i corteggiatori via internet che commettono errori di sintassi, scrivono cazzate o compongono frasi barocche, per quanto avvenente sia la foto allegata.

- Al primo appuntamento preferire l’aperitivo: ha una durata limitata e consente sia la ritirata indolore che la riconversione in cena.

- Notare come nei film il corteggiatore regali invariabilmente un vestito costosissimo di cui azzecca la taglia nonostante l’abbia vista solo una volta per cinque minuti. Ricordare come il vostro fidanzato dopo tre anni abbia sbagliato per eccesso la taglia del reggiseno di un completino intimo osé. Deprecare i danni provocati da modelli culturali fuorvianti.

- Se il/la partner al ristorante arriva con qualche minuto di ritardo concedere una seconda chance; se arriva con largo anticipo (deducibile dal livello della bottiglia di acqua minerale o dalle mollichine sulla tovaglia), cassare: genere ansioso, probabile scarso rendimento sessuale.

- Nell’immaginario dei maschi le donne sono pressoché ninfomani e rigorosamente prive di biancheria intima, poi nella realtà se ne incontrano una che va un po’ per le spicce, statisticamente si ritraggono. Avere da ridire sulla largamente perfettibile concezione dei sessi.

- La gatta morta alla fine ha sempre ragione. Convenirne tra amiche e stigmatizzare il genere.

- Per lei. Avere sempre sognato di incontrare un uomo che avesse il coraggio di attraversare la stanza a grandi passi e di presentarsi con un semplice “Buonasera, sono Tizio Caio”, senza tanta dietrologia. Concludere che in natura si ricordano solo Cary Grant e Fred Astaire che fossero in grado di farlo senza risultare ridicoli.

- Per lui. Rievocare la scena in cui Jessica Lange confessa a Dustin Hoffman nei panni di Tootsie che le piacerebbe incontrare un uomo che avesse il coraggio di andare da lei e di dirle: “Sai, io ti potrei fare dei gran complimenti; potremmo fare un sacco di commedia, ma la semplice verità è che io ti trovo molto interessante e vorrei tanto fare l’amore con te.” Dopo di che quando Hoffman, in panni maschili, le dice questa frase lei gli vuota un bicchiere di faccia.

- Se dopo avervi incontrata un paio di volte vi invita a trascorrere un weekend in un romantico hotel in un minuscolo paesino della Costa Azzurra e prende due camere, temere di invischiarsi in una di quelle storie tergiversatorie dove si guardano le stelle fino allo sfinimento. Se prenota una matrimoniale senza averlo preventivamente concordato, accertarsi non sia una personalità egotica. Se la camera si rivela a due letti singoli salire sul primo treno e abbandonare il pirla al suo destino.

*(Traduzione per i non romani) Soggettone: persona inusuale, spesso frustrata, con spiccate tendenze cerebrali e limitate capacità sociali.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi