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L'influenza

Proprio quando si pensa di essere fuori dall'inverno, a volte quando sta già affacciandosi l'estate, lei, fedifraga, colpisce a tradimento. Che siate degli inossidabili fisiconi da palestra o dei gracili intellettuali leopardiani, non mancate di dire la nostra sull'influenza

14 Giugno 2013 alle 00:00

- Ce n’è in giro un sacco. Convenirne.

- Mezza Italia è a letto con lei. Mai un quarto o tre quarti, sempre mezza.

- Informarsi sui sintomi del malato e, qualunque siano, concluderne che quest’anno l’influenza fa proprio così.

- Quella primaverile è ancora più sgradevole di quella invernale. Convenirne.

- Curarsi solo con l’omeopatia e non perdere occasione di evangelizzare chiunque venga a tiro sulla necessità di prendere degli integratori naturali, altrimenti non c’è verso di tirarsene fuori.

- Da bambini almeno era l’occasione per stare a letto tutto il giorno a leggere fumetti e farsi portare spremute e altre cose buone, da adulti è una gran rottura perché spesso tocca andare a lavorare lo stesso. Dolersene.

- Le mamme non si ammalano mai. Per definizione.

- Lamentarsi che sono due mesi che ce la si sta palleggiando con i figli e i colleghi d’ufficio.

- Evidenzia i limiti della condizione di single: per non morire di fame si è costretti a fare la spesa via internet alla Coop e si finisce per comprare i biscotti non della marca preferita.

- Temere la ricaduta che è sempre assai peggiore della prima passata.

- L’aviaria è stata l’ultima influenza veramente spettacolare, quelle dopo tutte dei succedanei.

- Dichiarare di trovarsi magnificamente da quando si è scoperto il vaccino. Vale anche diffidare di tutti i vaccini, che sono essenzialmente un business delle case farmaceutiche.

- Vantare il prodigioso stato di salute di un’anziana parente rurale vissuta fino a un secolo senza mai prendere un’influenza o un raffreddore. Concluderne che gran parte dei nostri malanni derivano dalla vita malsana che conduciamo.

- Stigmatizzare chi vanta prodigiosi e improbabili rimedi della nonna. Più il rimedio è strano, più intensa può essere la stigmatizzazione.

- Chiedere perché certi colleghi vengano a lavorare in preda all’influenza anche se non ce ne sarebbe alcun bisogno. Dibattere se il fine sia dimostrare abnegazione al superiore o semplicemente attirare l’attenzione del prossimo. Disprezzare comunque gli untori.

- Chiedere se a qualcuno risulta si usi ancora misurare la temperatura per via rettale. Da bambini era un incubo perché impediva la manipolazione fraudolenta del termometro.

- Nei film e nei romanzi americani il protagonista ingoia due o tre aspirine e si rimette in piedi dopo qualunque catastrofe. Dire di averlo fatto una volta e aver rischiato l’ulcera fulminante.

- Nei fumetti chi ha l’influenza ha sempre le coperte fino al mento, la borsa del ghiaccio in testa e il termometro in bocca. Di seguito dissertare sull’epoca dell’immagine.

- Non ti bacio perché sono infetto.

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