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Il gioco d'azzardo

Non si fa che parlarne in tutti i telegiornali. Sconquassi sociali gli sono addebitati a ogni pié sospinto. Che ne siate schiavi, sporadici praticanti o fieri oppositori, non mancate di tranciare giudizi sommari sul gioco d'azzardo

10 Maggio 2013 alle 08:42

- Il demone del gioco.

- È immorale che lo Stato speculi sulle debolezze altrui. Convenirne.

- Tuonare contro la trasformazione dei cinema in sale Bingo.

- Scagliarsi contro il Bingo, americanizzazione della tombola, segno di una mai integrata sudditanza culturale nei confronti dell’Impero. Atteggiamento che rivela l’intellettuale, coscienza critica della contemporaneità.

- Stigmatizzare le macchinette del videopoker. Tuonare genericamente contro la camorra, la mafia, la mafia russa, la yakuza ecc.

- Almeno una volta i giocatori si rovinavano con i cavalli, la qual cosa aveva un’aura poetica che i videopoker non possiedono neppure lontanamente. Citare il Mandrake interpretato da Luigi Proietti in un celebre film degli anni Settanta: “Uischi maschio senza raschio…” Non più di questo. Evitare di ripetere tutta la scena.

- Non capire il perché di questa campagna di stampa contro i videopoker, diventati l’emblema stesso del male. Tuonare contro tutti i moralismi di matrice puritana.

- Ciascuno è libero di distruggersi come crede, anche con i casinò online. Appellarsi al libero arbitrio e difendere una visione laica e liberale della società. Valutare se estendere il ragionamento alla liberalizzazione delle droghe e della prostituzione.

- Certo che il casinò aveva tutto un altro charme: il contesto esotico, gli smoking, gli ambienti lussuosi, le donne fatali, James Bond. Adesso nelle sale Bingo ci trovi i pensionati e le casalinghe con le borse della spesa.

- Trovare disgustoso un gioco che si chiama “Gratta e vinci”, a meno che non si abbia una psoriasi devastante.

- Trovare sommamente irritanti quei cartelli appesi fuori da certe ricevitorie che decantano precedenti vincite milionarie. Provare ogni volta la tentazione di entrare con le bave alla bocca e dimostrare al titolare e ai clienti in coda l’insensatezza matematica della cosa.

- Il gioco d’azzardo via internet è come la masturbazione: si sa già come va finire. Manca totalmente di mistero.

- Ma che fine ha fatto il Totip?

- Dire che i bookmaker inglesi accettano scommesse su qualunque cosa. Portare esempi il più possibile bizzarri.

- Citare il giorno della marmotta e spiegarne la meccanica che fa derivare l’approssimarsi o meno della fine dell’inverno dalla direzione che prenderà la marmotta al risveglio dal letargo. Dire che dai noi corrisponde alla Candelora rivela solide conoscenze etnografiche.

- Chi è anagraficamente adeguato può candidamente confessare che per lui il Totocalcio non ha mai smesso di essere la Sisal. Dissertare a braccio sull’importanza dell’imprinting in giovane età.

- La schedina del Totocalcio è una delle più dolenti forme di madeleine proustiana. Dire che vi basta vederne una per sentire risuonare la sigla di “90° minuto”, percepire l’odore della minestra della domenica sera e provare lo stesso sgomento di ogni lunedì mattina alle prime due ore di matematica.

- Dire che il lotto nella sua forma moderna è stato inventato da Casanova fa sempre il suo effetto.

- Se qualcuno cita la smorfia evitare di saltare su gridando: “77! Le gambe delle donne!”. Patetico.

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