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Il canone tv

Ce lo ricordano tutti i giorni da mesi. È persino più odiato dell'IMU. Gabella o giusto prezzo di un pubblico servizio? Comunque la pensiate, ecco cosa dire del canone tv.

8 Febbraio 2013 alle 00:00

- Affrettarsi a dire che si è onesti e si paga sempre tutto fino all'ultimo Euro, ma che il canone proprio ci si rifiuta di pagarlo. Non spiegare perché.

- Tuonare contro: è una gabella.

- Visto le schifezze che fanno in tv, dargli anche dei soldi potrebbe configurare il reato di favoreggiamento. Convenirne.

- Danno dei milioni a tizio e caio per fargli fare dei programmi pietosi e poi vengono a rompere a voi per cento e rotti Euro. Deplorare. Attenzione alla deriva populista.

- Dire che da quando c'è YouTube non accendete più il televisore fa capire quanto vi muoviate con disinvoltura nella contemporaneità.

- Evadere il canone non è socialmente sanzionato. Plaudire o stigmatizzare a seconda del contesto.

- Se qualcuno dichiara di pagare il canone, irriderlo, dargli del coglione e ricordargli che è l'unico a farlo.

- Osservare con piglio sociologico che la campagna per il canone di quest'anno tra gli usi possibili della tv suggerisce l'intrattenimento dei bambini. Di seguito, citare "televisione, cattiva maestra".

- Trovare poco dignitosa la questua dei conduttori Rai per invitare a pagare il canone. Rimpiangere quando lo ricordavano istituzionalmente le annunciatrici. Insuperato l'aplomb della Orsomando.

- Evocare scenari polizieschi di televisori chiusi dentro sacchi scuri piombati per punire i morosi. Adombrare la tesi che si tratti di leggende metropolitane.

- Proclamare che senza il mandato di perquisizione il pubblico ufficiale che viene a verificare il possesso del televisore non passa. Chiosare che, come per i vampiri, a meno che non lo invitiate voi stessi, non può entrare in casa vostra.

- Affermare polemicamente che ricomincerete a pagarlo quando la politica starà fuori dalla televisione.

- Trovare ingiusto che la Rai percepisca sia i proventi del canone che quelli della pubblicità. Replicare che la Rai è un servizio pubblico e come tale va pagato. Controbattere che in nessun modo Carlo Conti può essere considerato un servizio pubblico.

- La Rai è la più grande industria culturale del paese.

- Rimpiangere la Rai di Bernabei che sì, era perbenista, ma aveva al suo interno fior di cervelli. Quella di oggi insegue il modello culturale di Mediaset, quindi tra le due meglio l'originale. Segue dibattito.

- In fila alla posta per pagare il canone tv lanciare frasi tipo: "Per quello che fanno..." Eventualmente aggiungere che ora lo si può pagare anche via internet.

- A pagarlo solo rimasti solo i pensionati. Convenirne.

- Sono quei delatori dei negozi di elettrodomestici a comunicare alla Rai le generalità di chi acquista un televisore. Tuonare contro. In ogni caso, a scanso di problemi, avere dichiarato di essere il proprio padre.

- L'importante è non pagarlo mai, perché se cominci, poi non puoi smettere: come con le sigarette.

- Se si è ultrasettantacinquenni, si convive solo con il coniuge e insieme non si supera un reditto annuo di 6.713,98 Euro si può chiedere l'esenzione dal canone. Ancora da definire la soglia di reddito per essere esentati dalla vita.

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