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Il mattino dopo

Inevitabile come una cambiale arriva all'alba. E con il sole (talvolta anche prima) si alza il bisogno della frase giusta. Ecco perché non dovete mancare la puntata di oggi del Manuale che vi spiega cosa dire (e pensare) del mattino dopo.

19 Ottobre 2012 alle 00:00

- La prima cosa che lei pensa è: “Speriamo non sia un coglione.”   

- La prima cosa che lui pensa è: “Wow!”   

- Prima di tutto stabilire l’ora entro la quale, se lui non ha ancora richiamato, può legittimamente essere definito il solito bastardo.   

- Chiedersi se sia meglio sparire dalla circolazione per alcuni giorni per non risultare troppo appiccicoso o richiamare verso mezzogiorno per non sembrare il solito bastardo. Dibattersi nel dilemma sperando che sia lei a chiamare per prima.   

- Se la notte precedente è andata bene fornire preventivamente una scusa credibile e dichiararsi impegnato per la sera: vecchia scuola, ma ancora largamente praticata.    

- Sostenere che la miglior rappresentazione dell’imbarazzo post coitum si trova in “Harry ti presento Sally”. Convenirne.   

- Non appena lui è uscito precipitarsi al telefono, chiamare l’amica del cuore e descrivere con meticolosità da anatomopatologa le precedenti dodici ore.   

- Recarsi in ufficio ostentando gli abiti del giorno prima e un accenno di sorriso serafico lascia intuire un’invidiabile vita sessuale.   

- Trasecolare al ricordo di come abbiate guardato con muto senso di superiorità i passanti il mattino dopo aver sedotto la vostra ex-moglie.   

- Notare che mentre la semina degli indumenti per l’appartamento sull’onda della passione è sempre un momento gloriosamente scenografico, la ricerca del collant scomparso la mattina successiva lo è assai di rado. Concluderne che per questo motivo la cinematografia popolare di solito vi ha sorvolato.   

- Rievocare come una bella storia sia naufragata sulla battigia quando lui ha surrettiziamente usato il vostro spazzolino da denti adducendo la ragione che “Tanto, a questo punto…”   

- Interrogarsi se la confortante assenza di pigiama a righe o tutona di flanella sia da attribuire a una transitoria fase di overselling o a una reale abitudine.   

- Essere parallizzati dai dubbi sulla balsamicità del proprio alito. Precipitarsi in bagno e lavarsi i denti con dentifrici aromatici: ridicolo. Chiosare che, entro certi limiti, sia più dignitosa la transitoria fiatella mattutina dell’incongruo refolo mentolato.   

- …è un leggero dolor temere di mostrarsi interamente nudo/e soffocare la sana gelosia/e controllarsi non dirti che sei mia/voler restare e invece andare via è proprio un vero dolore… (Aver paura d’innamorarsi troppo, Mogol-Battisti)   

- Temere che alla luce diurna il/la partner possa sembrarvi molto meno affascinante di quanto pareva la sera precedente. Variante peggiorativa: temere di parere meno interessanti della sera precedente e trovarne conferma nel suo sguardo paziente.   

- Sostenere di non avere mai protratto una relazione fino al mattino onde evitare l’accanimento terapeutico. Contare molto sul fatto che lei scambi il cinismo per autoironia.   

- Osservare che nelle commedie romantiche lei gira per casa con addosso solo la camicia di lui del giorno prima, che le sta benissimo. Rimpiangere di avere optato per l’indifendibile polo salmone. 

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