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Le commedie romantiche

Sono l'inevitabile pedaggio da pagare se si vuole andare d'accordo con la fidanzata. Le donne di solito le adorano, gli uomini così così. Gli italiani non sono tanto capaci di farle, gli anglosassoni invece sono bravissimi. Queste e altre sentenze gratuite nella nuova puntata del Manuale sulle commedie romantiche.

24 Agosto 2012 alle 00:00

- I protagonisti sostengono in continuazione conversazioni spiritosissime che non trovano riscontro nelle proprie esperienze, né in quelle delle proprie amiche. Dolersene.

- Gran parte delle commedie romantiche americane si concludono in un luogo pubblico con la folla che applaude commossa la coppia appena riunita. Deplorarlo.

- Struttura universale di tutte le commedie romantiche: lei e lui non pensano all’amore, poi si incontrano e lei lo trova insopportabile, poi invece si innamorano, poi lui fa una cazzata e lei, delusa, lo lascia. Poi lui si pente e chiede scusa in un modo ridicolmente plateale. A questo punto si baciano e vivono felici. Sostenere che siano un sottogenere della fantascienza.

- Attendere con angoscia il momento in cui lei, delusa, lo lascerà. Con il dvd saltare subito alla traccia della riconciliazione.

- Aborrirle. Dopo averne vista una con la propria fidanzata necessitare di almeno tre film con Bruce Willis o Jean-Claude Van Damme per ripristinare il livello di testosterone.

- Se qualcuno comincia a elencare le scene più memorabili, astenersi dal fornire la propria classifica. Soprattutto evitare di rifare la scena dell’orgasmo di “Harry ti presento Sally”.

- Avere visto quasi tutte le commedie romantiche degli ultimi vent’anni e averne concluso che, probabilmente, si è ancora single perché si è trascorso troppo tempo al cinema.

- Ritenerle un genere deteriore perché contribuiscono a generare aspettative illusorie. Attenzione a non dirlo con amarezza.

- Sostenere che le donne avrebbero grandi benefici dall’abolizione delle norme sulle quote rosa e dall’approvazione di una legge che metta al bando definitivamente le commedie romantiche.

- Dimostrare insofferenza durante le scene topiche rivela il duro dal cuore tenero che rifugge dalle sdolcinatezze.

- Commuoversi durante un momento romantico denota sensibilità d’animo. Se lei vi coglie mentre vi sforzate di dissimulare la lacrima l’effetto è moltiplicato.

- Dibattere se nei momenti di depressione la visione di una commedia romantica in dvd sia giovevole o perniciosa.

- Apprezzare le commedie romantiche pure, ma detestare quelle dove la parte romantica prende il sopravvento rendendo intollerabile il tutto. Alla “Dirty dancing”, per intendersi.

- In un momento di stanca della serata buttare lì che Hugh Grant sta a Cary Grant come Julia Roberts sta a Marylin Monroe, quindi lasciare la stanza prima dello scatenarsi della rissa.

- Consolida la reputazione di cinefilo non chiamarle mai commedie romantiche, bensì "romedies”. I più rigorosi possno spingersi anche a “screwball comedies” e perfino a “comedy of remarriage”. Quindi smettere di tirarsela e ricominciare a parlare italiano.

- Nelle commedie americane lui affitta un megaposter di due ettari a Times Square con la scritta “Vuoi sposarmi?” e lei, invece di dedurre che è uno psicopatico e di cambiare la serratura dopo aver buttato via il cellulare, piange e lo bacia. Concluderne che l’understatement è più una cosa inglese.

- I dialoghi in inglese sono sempre molto più spiritosi di quelli doppiati. Convenirne.

- Riconoscere che la scena di “Sex and the City” in cui Carrie e le sue amiche rievocano il finale di “Come eravamo”, quando la Streisand dice a Robert Redford: “La tua ragazza è adorabile, Hubell”, benché ruffianissima, è una gran scena.

- Avere sempre sognato di uscire a recuperare il gatto e di baciarsi sotto la pioggia a New York, ma non avere mai avuto contemporaneamente a disposizione gli ingredienti necessari (gatto, pioggia, New York, partner). Dolersene.

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