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Le Olimpiadi

Anacronistica forma di nazionalismo? Moderna versione del panem et circenses? Nobile tradizione impermeabile al cinismo dilagante? Comunque la pensiate, non perdete l'occasione per tranciare giudizi a casaccio sulle Olimpiadi.

9 Agosto 2012 alle 12:22

- Per i primi tre giorni sono fantastiche, poi diventano una rottura di scatole.

- Ricordare nostalgicamente quando negli anni Sessanta e Settanta erano uno dei momenti topici della competizione Usa-Urss, insieme alla guerra fredda, alla corsa allo spazio e al mondiale di scacchi Spassky-Fischer.

- Stigmatizzarle come un'esibizione di vieto nazionalismo segnala lo spirito fuori dal coro.  Attenzione a non esagerare per non passare da rompicoglioni.

- Attenderle con angoscia, come i Mondiali di calcio.

- Alle prime note dell’inno italiano provare un’intensa commozione. Valutare se far seguire considerazioni su attualità e anacronismo del sentimento di patria.

- Dolersi che l’inno di Mameli sia una marcetta un po’ goffa. Chiosare che il confronto con la solennità di quello americano o russo genera un moderato effetto comico. Attenzione alla deriva leghista.

- Ignorare le regole di gran parte delle discipline. Apprezzare l’atletica perché lì è facile capire chi vince.

- Dibattere se la ginnastica ritmica o il nuoto sincronizzato possano essere ritenuti sport o meno.

- Osservare che la cerimonia di inaugurazione è inevitabilmente sempre un po’ retorica:  apprezzare l’espressione vagamente annoiata con cui l'ha seguita la regina Elisabetta.

- Attendere con impazienza la cerimonia di chiusura per fiondarsi sui last minute per Londra rivela un'indole disincantata e pragmatica.

- Guardare solo i 100 metri: mainstream. Guardare solo i 200 metri: chic.

- Aborrire l'espressione "fare incetta di medaglie".

- Seguire lo sport che si è praticato in gioventù e indignarsi per l'incompetenza del commentatore.

- Ogni qualvolta un telecronista si infervora per la prestazione di un atleta italiano rievocare l'insuperato Bisteccone Galeazzi in occasione della medaglia degli Abbagnale.

- Stilare la classifica dei cinque momenti olimpici rimasti nella storia. Obbligatori: Dorando Petri che crolla a un metro dal traguardo, Abebe Bikila che corre scalzo e Smith e Carlos che alzano il pugno guantato delle Black panthers. I restanti, a piacere.

- Deprecare che certi sport si sentano nominare solo alle Olimpiadi e poi rifluiscano nell’anonimato per altri quattro anni.

- Gli atleti neri hanno dei fisici pazzeschi. Convenirne.

- Le atlete diventano sempre più belle, mentre una volta erano tutte mostruose. Convenirne.

- Gioire che l’Italia abbia ritirato la propria candidatura alle Olimpiadi del 2020: immaginare la festa degli appalti mafiosi. Replicare che con questo modo di pensare non usciremo mai dal tunnel.

- Trovare puerile stilare la classifica del medagliere, tuttavia non reprimere un moto di gioia quando si riesce a sopravanzare la Francia.

- Davanti ai servizi del telegiornale che riepilogano le medaglie italiane vinte nel corso dell’Olimpiade provare lo stesso disagio da imminenza della fine che si provava gli ultimi giorni di vacanza prima di tornare a scuola.

- Plaudire alla straordinaria copertura offerta da Sky. Aggiungere che la Rai al confronto sembrava la tv del Kazakistan.

- Gli atleti italiani sono sempre quelli meglio vestiti. I Russi, invece, sono grotteschi.

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