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L'Italia

E' l'argomento inesauribile per antonomasia. Che sia perché nei suoi confronti nutriamo un sentimento di amore e odio, o semplicemente perché ci viviamo, non è possibile mancare l'occasione di ribadire una carrettata di luoghi comuni sull'Italia.

6 Luglio 2012 alle 00:00

- La nazionale di calcio è l’unico valore che unisce tutti gli Italiani.

- Agli Italiani della patria non importa granché, tranne in occasione delle partite di calcio contro la Germania.

- Alle prime note dell’inno nazionale sentire un groppo alla gola a dispetto dell’introduzione non esaltante. (Vedi seguente)

- Notare che nessuno, nonostante Benigni, conosce più della prima strofa dell’inno di Mameli. Peraltro è anche assai dubbio che la maggior parte della popolazione sappia cosa fosse la coorte.

- Qualunque concetto può essere rafforzato dalla constatazione conclusiva: "Siamo proprio Italiani".

- Il problema è che, al contrario di altre nazioni, per esempio, la Francia con la rivoluzione, lo stato non ha avuto un suo momento fondante. Concetto che suggerisce attitudine alla ricerca delle cause profonde delle cose. (Vedi seguente)

- Il Risorgimento è stato un’iniziativa di quella testa calda di Garibaldi sfuggita di mano a Cavour. Continuare ad libitum nella rilettura provocatoria di qualunque avvenimento della storia italiana.

- Nei momenti difficili sa tirare fuori il meglio. Se qualcuno lo dice, replicare prontamente che, quindi, l’ideale sarebbe vivere solo momenti difficili. Ergo, ora l’Italia è in uno dei suoi migliori periodi di sempre.

- La Lega Nord è la più efficace pubblicità possibile all’unità d’Italia. A sostegno della tesi ricordare una dichiarazione di Borghezio; una qualunque va bene.

- Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio. (Winston Churchill)

- Un paese troppo individualista. Chiosare subito: "Comunque sempre meglio del Giappone, dove se inciampa il primo della fila, poi inciampano anche tutti gli altri".

- Un paese rovinato dai sindacati.

- Un paese morto: i giovani devono andare all’estero a costruirsi un futuro. Vale anche, bisogna incentivare i giovani a investire il loro futuro in Italia. Non spiegare come.

- Un paese vecchio. Replicare: “Per forza, ormai nessuno fa più figli”. Seguono considerazioni dal sociologico basico (assenza di assistenza alle famiglie), al razzista tout court (iperprolificità degli extracomunitari), secondo l’estro del momento.

- Ah, la burocrazia! La burocrazia!

- La storia, l’arte e la cultura sono il suo più grande patrimonio. Valutare in base al contesto se replicare stizziti: “Sì, vabbe’, ma che palle!”

- Ha un grande passato ma non si capisce se abbia un futuro. Cinismo chic.

- Il Paese è migliore dei suoi governanti. Vale anche, i governanti sono l’espressione del Paese.

- Comunque, il più bel paese del mondo. Esserne orgogliosi. Alternativa: un paese assurdo. Esserne esasperati.

- Notazione sociologica. È un laboratorio in cui accade tutto prima o più intensamente che altrove: il terrorismo, la tv commerciale al potere, la passione per i cellulari ecc.

- Auspicare di essere annessi alla Svizzera, così le cose andrebbero meglio.

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