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Il Vaticano

Anche se la saggezza popolare consiglia di prendersela con i fanti, come non dire la vostra su uno stato a metà tra cielo e terra e che, per quanto riguarda quest'ultima, confina esclusivamente con Roma? Eccovi allora cosa dire se in salotto si parla del Vaticano.

15 Giugno 2012 alle 00:00

- Il principale problema dell'Italia.

- Stigmatizzarne l'opulenza, antitetica alla povertà del Cristo.

- Ammirarne l’estrema sottigliezza di pensiero.

- Tuonare contro le sue ingerenze nella vita politica e sociale italiana. Concluderne che il potere temporale della Chiesa non è mai finito.

- Porre sul tavolo la questione se si possa legittimamente sostenere l’assoluta separazione tra Stato e Chiesa, ma - all’occorrenza - appellarsi all'autorità morale del Papa. Disinteressarsi della discussione suscitata.

- E' solo un gran giro di soldi. Affermandolo davanti a un bottiglione di vino ci si posiziona come anticlericale vecchio stampo.

- Iscriversi a gruppi Facebook che auspicano il ritorno della sede papale ad Avignone: situazionismo d’antan.

- Basta scrivere un libro in cui si dice che in Vaticano si perpetrano nefandezze di ogni genere e si va in classifica.

- Stabilire la classifica dei papi più amati: evitare. Puerile.

- Professarsi atei ma dire che, di fronte alle oceaniche manifestazioni di devozione in occasione della morte di Giovanni Paolo II, si è provato qualcosa. Non specificare cosa.

- Giovanni Paolo I è stato ammazzato, lo sanno tutti. Citare saggi a sostegno della suddetta tesi: trash.

- Wojtyla ha fatto cadere il comunismo. Corollario: se non ci fosse stato lui, a Berlino avrebbero ancora  il muro.

- Dispensare con prodigalità la locuzione "Santo subito" attesta ironico scetticismo nei confronti degli slogan mediatici.

- Citare il titolo del Manifesto in occasione dell'elezione di Benedetto XVI: "Il pastore tedesco".

- Se qualcuno dice che Ratzinger non è simpatico, chiosare che è penalizzato dall’accento quando parla dei "fostri pampìni"; e comunque, contro “Se sbàlio mi corigerete” non c’è gara.

- In un contesto saldamente liberale rilevare che Benedetto XVI assomiglia in modo sconcertante a Palpatine, l'imperatore di Guerre Stellari.

- Rivelare che fino a tempi recenti nei palazzi apostolici esistevano gli Scopatori segreti. Spiegando che si trattava di addetti alle pulizie degli appartamenti papali, si suggerisce dimestichezza con le gerarchie vaticane.

- Ricordare che la farmacia della Città del Vaticano vende anche farmaci non commercializzati in Italia, ma non gli anticoncezionali. Far seguire considerazioni sull’esplosione demografica del pianeta, la piaga dell’AIDS ecc.

- Sostenere che Giovanni Paolo II era simpatico, ma Paolo VI molto più progressista.

- Per rinfocolare una conversazione languente dichiararsi contrari al Concilio Vaticano II. Per cercare la rissa, sostenere provocatoriamente che il papa è infallibile solo dal 1870.

- Esprimere dubbi sul sollevamento di Gotti Tedeschi dalla presidenza dello IOR perché, memori degli standard di Marcinkus, chiunque avrebbe sfigurato.

- A Roma i palazzi più belli sono tutti di proprietà del Vaticano.

- Almeno il Vaticano si sa da che parte sta. Convenirne.

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