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Le automobili

Gli Italiani le amano da più di una cinquantina d'anni senza interruzioni. Croce e delizia delle nostre vite urbane sono la materializzazione di una stagione più felice o uno status superato? La puntata di questa settimana del Manuale vi rivela quel che pensate o potreste pensare delle automobili. 

1 Giugno 2012 alle 00:00

- Considerare che agli Italiani hanno fatto credere per cinquant’anni di non poter fare a meno dell’automobile e ora gli spiegano che devono rinunciarvi. Eventualmente dissertare su quanto la FIAT debba agli aiuti statali.

- Per avere un’idea di quanto sarebbero belle le città italiane senza automobili basta fare un giro in centro la domenica mattina alle sei. Astenersi accuratamente dal farlo. (Variante) Le città in agosto sono bellissime: si può parcheggiare in centro.

- Deplorare tutti i SUV, che essenzialmente servono per parcheggiare con le ruote anteriori sul marciapiede durante l’happy hour.

- Se si è molto ricchi è chic circolare con una vecchissima utilitaria. Meglio se mai commercializzata in Italia.

- Le auto tedesche sono migliori, non c’è gara.

- Le auto giapponesi sono migliori persino di quelle tedesche. I giapponesi sono pazzeschi.

- Le auto francesi sono sempre comodissime e piene di raffinatezze, tuttavia trovarle insopportabili.

- Ogni volta che un passeggero sale in auto scusarsi per la discarica sul sedile posteriore e dire che bisognerebbe proprio portarla a lavare. Astenersi accuratamente dal farlo.

- Se una donna dichiara di non distinguere una Cinquecento da una Mercedes lascia trasparire l’istintiva saggezza di chi sa che le cose importanti sono ben altre. Valutare se lanciarsi in una requisitoria contro il “benaltrismo”, causa dell’immobilismo del Paese.

- Stigmatizzare i plaid setticemici con cui alcuni taxisti vecchio stampo usano proteggere il sedile posteriore.

- Avere rinunciato all’auto e avere scoperto che, a conti fatti, considerando benzina, manutenzione, assicurazione e multe risparmiate si spende molto meno circolando in taxi. Addurre cifre a casaccio a supporto.

- Tuonare contro ogni auto che porti un’unica persona. Di seguito, scagliarsi contro l’individualismo esasperato degli Italiani: anatemizzare quelli che sono in quattro in famiglia e hanno quattro auto.

- Amare visceralmente la vecchia Cinquecento e ogni volta che la si nomina affrettarsi a sentenziare: “La miglior auto mai fatta dalla FIAT”. Aborrire la nuova Cinquecento 500: troppo fighetta e troppo cara.

- Con piglio sociologico evocare alcune epoche attraverso le loro auto simbolo: la vitalistica Lancia Aurelia B24 convertibile del Sorpasso, la 2 Cavalli Citroën fighetto-freakettona; la Renault 4 rossa del rapimento Moro e le Alfa Romeo dei film poliziotteschi; la Y10 che piaceva alla gente che piace; la Volvo station-wagon bourgeois-bohémien; la stronzissima Porsche Cayenne da happy hour. (Vedi seguente)

- L’immaginario infantile maschile degli anni Sessanta è stato segnato dal sedile eiettabile dell’Aston Martin di 007, dalla Citroën DS di Fantomas a cui spuntavano le ali e dal modellino della Batmobile con il pulsantino che faceva scattare il tagliacatene dal cofano. Evitare di affastellare divagazioni nostalgiche per non cadere nello stile “Anima Mia” alla Fazio-Baglioni.

- Lamentarsi che la cosa peggiore non è stare in fila nel traffico, bensì girare per ore in cerca del parcheggio. Convenirne.

- Dire che la crisi almeno un aspetto positivo ce l’ha, perché la gente prende meno l’auto e si circola meglio. (Variante) Nonostante la crisi, la gente continua a prendere l’auto e il traffico è spaventoso lo stesso.

- Gli zingari circolano tutti con delle Mercedes lunghe come petroliere. Di seguito specificare che non si ha nulla contro gli zingari.

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