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I blog

Lo si ama o lo si odia. C'è chi non può vivere senza e chi non sa neanche bene che cosa sia. Il bello è che si può dirne qualunque cosa e, probabilmente, qualcuno la trascriverà nel suo. Stiamo parlando del blog, ovviamente.

6 Aprile 2012 alle 00:00

– Molti li scrivono come una volta scrivevano il diario. Deprecare l'incomprensione del mezzo.

– Certi blog sono molto più influenti dei giornali e della tv, perché ormai i giovani si informano così. Convenirne.

– Avere un blog qualifica come persone moderne, dinamiche e piene di contenuti. Rifiutarsi di averne uno comporta una giustificazione ideologica; se convincente, fa molto chic.

– Disprezzare i blog, soprattutto se si scrive per professione: assimilarli a una forma di dissenteria verbale.

– Posizione del dandy: per tenere un blog è indispensabile non avere niente da dire, ma saperlo dire molto bene.

– Rimpiangere quando Grillo era un comico; da quando ha aperto il suo blog ha cominciato a credere di essere l'arcangelo della giustizia.

– Suggerisce competenza e rigore buttare là con nonchalance l’etimologia di blog come la contrazione di "web log"cioè,“traccia su rete”. Se qualcuno lo fa, replicare che quella è la definizione di Wikipedia. Eventualmente improvvisarne una più fantasiosa.

– Sparare date a caso su quando siano apparsi i primi blog: spaziare da fine anni '80 a tre anni fa, tanto non lo ricorda nessuno.

– Per potere essere considerati una blogstar è necessario concedere interviste spiegando che quello che era iniziato come un divertimento poi è diventato un lavoro a tempo pieno.

– Certi blog di cucina sono fantastici. Non spiegare perché.

– Sono un grande mezzo di diffusione della democrazia. Convenirne.

– Non confonderli mai con "Blob". Se dovesse capitare, ricordarsi di dire: “La cosa migliore che si possa vedere in tv”.

– Notare con sagacia che non ci sono due classifiche dei dieci blog italiani più seguiti che riportino gli stessi risultati.  Approfittarne per far partire una pippa sull’obiettività dell’informazione.

– Curare un blog è il modo contemporaneo di essere disoccupati con stile. Convenirne.

– Se donne trentenni, è molto cool tenere un blog su frivolezze (moda, make-up, shopping) atteggiandosi a signorine degli anni Cinquanta in cerca del principe azzurro: nascondere accuratamente qualunque laurea, soprattutto in materie scientifiche. Se uomini, posiziona come anticonformisti dissacratori aprire un blog in cui rivendicare parità di diritti per il sesso maschile.

– Una volta se si era monomaniaci si finiva in un angolo alle feste a raccontare alla più brutta di avere costruito un migliaio di navi in bottiglia, oggi si può aprire un blog sul tema e avere anche un certo fascino.

– Scrivere la propria tesi di laurea sui blog. Chic e moderno.

– Raccontare di un amico che aveva grande successo con le ragazze buttando a caso tre libri sul sedile posteriore dell’auto e che oggi ha un blog in cui pubblica frasi copiate a caso da scrittori famosi con immutato successo.

– Il principale vantaggio dei blog di viaggi è che hanno determinato l'estinzione delle sedute di diapositive al ritorno dalle vacanze degli amici.

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